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Politica estera

Il Psoe dell’exclave: Sánchez ci prende in giro

Melchor León, deputato socialista ribelle: “I dati del governo sono falsi”

epaselect epa13176335 Migrants hold signs and raise their hands during a hunger strike at the El Trampolin beach campsite in Ceuta, Spain, 17 August 2026. The migrants entered the Spanish enclave from Morocco during the mass border crossings that began on 30 July. EPA/LAURA RINCON

Nessuno è profeta in patria, ma a Ceuta la verità ha contorni persino più atroci, perché quando a smontare la propaganda sui «confini sicuri» e sulla «cooperazione strategica» con il Marocco non è un esponente dell’opposizione, bensì un alto dirigente socialista, la narrazione di Pedro Sánchez si sbriciola come un castello di sabbia. Melchor León, vicepresidente dell’Assemblea Autonoma di Ceuta ed esponente storico del Psoe ceutino, ha scelto di rompere il muro d’omertà di partito: «Stiamo vivendo la più grande crisi nella storia di Ceuta. Mia figlia di otto anni mi chiede perché non può andare al parco e non so cosa risponderle, ma il premier sta a consigliare libri e playlist su Spotify», attacca riferendosi al disinteresse del presidente per l’invasione dell’enclave spagnola. È l’istantanea surreale di una Spagna a due velocità, dove la periferia brucia tra furti, stupri e violenze quotidiane, mentre a Madrid si vende la favola del Marocco «partner affidabile».León lo dice senza orpelli: «Il Governo mente quando dice che il Marocco sta collaborando. Rabat è l’unica responsabile di questa invasione di massa, organizzata a tavolino con la piena connivenza del suo governo». Di fronte alle pretese territoriali di Rabat, il deputato chiede massima fermezza: «Ceuta, Melilla e le Canarie sono Spagna da sempre. Madrid avrebbe dovuto richiamare l’ambasciatrice dal Marocco. Dobbiamo essere duri verso chi ci vuole invadere». León denuncia anche la manipolazione dei dati: «Marlaska parlava di 2.000 persone, poi di 5.000. Ma qui ci sono circa 10.000 persone a vagare per strada su 80.000 abitanti. Le mense sfamano oltre 7.500 persone al giorno, e i minori arrivati sono tra i 9.000 e gli 11.000. Ci raccontano solo balle». Per questo chiede le dimissioni del delegato di Sánchez, accusato di guardare dall’altra parte mentre la città perde 28 milioni di euro.Nei quartieri come El Príncipe e Sedi Embarek i residenti si sono mobilitati spontaneamente per offrire riparo alle donne e organizzare ronde contro la tratta della prostituzione gestita dai cartelli criminali marocchini. León conclude: «Se per aver detto la verità mi espellono, me ne importa zero. Prima viene Ceuta, la mia città che sta cadendo a pezzi».La propaganda è arrivata al capolinea.


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