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Politica estera

Austria, il divieto di velo a scuola funziona: solo 80 violazioni in due settimane. Il ministro dell’Istruzione: “Bilancio inferiore al previsto”

Il ministro dell’Istruzione ha denunciato pressioni da parte dell’estrema sinistra e delle organizzazioni islamiche ma tira dritto: “In Austria le leggi devono essere rispettate”

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Da due settimane, l’Austria ha imposto il divieto totale di velo nelle sue scuole. Si tratta di un’impostazione ben più rigida rispetto a quella italiana, in cui qualunque simbolo religioso legato all’islam è stato bandito dalle scuole: niqab, burqa e hijab non possono essere indossati dalle studentesse negli ambienti scolastici. Questo ha causato molte proteste nel Paese, soprattutto da parte dell’estrema sinistra e delle organizzazioni musulmane, che hanno provato ad avanzare accuse di razzismo e di islamofobia nei confronti del governo austriaco. Tuttavia l’esecutivo ha tirato dritto nella sua impostazione e ora ha fatto un primo bilancio che viene definito positivo, soprattutto per la forza di deterrenza della misura, che prevede multe salate per chi non la rispetta.

Stando ai dati diffusi dal ministro dell’Istruzione Christoph Wiederkehr durante un intervento alla radio Ö1, le violazioni segnalate alle Direzioni regionali sono circa 80 su scala nazionale, un bilancio “inferiore a quanto temuto e previsto”. A fronte di un quadro precedente in cui vi erano “diverse migliaia di ragazze” che si presentavano in aula coperte dal velo, le contestazioni attuali confermano, secondo Wiederkehr, che l’informazione è stata capillare e che il divieto viene rispettato “molto bene”, persino rispetto alla media di altre riforme legislative. Non ci saranno sconti o eccezioni per proverà a eludere le regole: i casi aperti saranno “seguiti e gestiti con professionalità” fino all’eventuale trasmissione alle autorità amministrative, perché “le leggi in Austria devono essere rispettate”.

Snocciolando i numeri, com’era prevedibile dalla vigilia, la maggior parte delle violazioni sono state registrate a Vienna, ben 55 sul totale, di cui 34 concentrate nei licei, dove le ragazze sono già più adulte in un’età in cui il velo diventa obbligatorio per il Corano. A seguito delle violazioni, la norma prevede l’incontro dei docenti con i genitori per presentare loro la violazione. In caso di fallimento di questo step segue l’intervento della presidenza e della Direzione scolastica e di fronte al rifiuto di adeguarsi, per i genitori scattano la denuncia e sanzioni pecuniarie fino a 800 euro. Wiederkehr ha denunciato le pressioni provenienti da “ambienti di estrema sinistra” e da “alcune associazioni musulmane”, ribadendo che entrambi i pronunciamenti sono “da respingere” in nome della legalità. Il ministro si è infine detto del tutto fiducioso che la legge “reggerà anche davanti alla Corte Costituzionale”.