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Politica estera

Nord Irlanda: in migliaia contro marcia unionista

L’epicentro è Portadown, cittadina a netta maggioranza protestante

TOPSHOT - Portadown Orangemen and supporters (top) gather at Drumcree Church after being stopped by police (bottom) from marching to Garvaghy Road, in Portadown, Northern Ireland on September 27, 2026. Britain's Prime Minister Andy Burnam urged "calm" on September 27 as thousands of people rallied to block a pro-British Protestant march from passing through a mainly Catholic area for the first time in 28 years, triggering an hours-long standoff. (Photo by Paul Faith / AFP)

Sotto la pioggia di fine settembre si respira un’atmosfera tesa in Irlanda del Nord che richiama con fare sinistro la triste stagione dei «Troubles». L’epicentro è Portadown, cittadina a netta maggioranza protestante. E proprio qui ha deciso di marciare l’Orange Order, l’organizzazione protestante unionista che vuole che l’Irlanda del Nord resti nel Regno Unito. Ma stavolta gli unionisti hanno deciso di marciare per la cattolicissima Garvaghy Road, fatto che non accadeva da ben 28 anni. La decisione ha immediatamente irritato la comunità cattolica nordirlandese, memore delle violenze compiute contro di loro per il solo fatto di essere cattolici (e potenziali simpatizzanti della causa dell’Irlanda unita, secondo gli unionisti). Venerdì la Commissione per le parate aveva autorizzato la manifestazione, ribaltando le restrizioni in vigore dal 1998. I residenti avevano ottenuto una sospensione temporanea dall’Alta Corte di Belfast, ma l’Orange Order aveva successivamente vinto il ricorso contro quella decisione. I residenti di Garvaghy Road non si sono però arresi: sfidando la pioggia, almeno 2mila di loro sono scesi in strada per impedire che il corteo sfili, costringendosi gli unionisti a riparare in una chiesa in attesa che tornasse la calma.

Inevitabili le reazioni politiche. Mary Lou McDonald, presidente del Sinn Fein, è scesa al fianco dei residenti di Garvaghy Road: «Questa è una comunità dignitosa e unita, e tutti sono assolutamente determinati a non lasciarsi trascinare indietro dagli errori del passato». Sulla stessa linea la prima ministra dell’Irlanda del Nord e vicepresidente del Sinn Fein Michelle O’ Neill. «Il nostro messaggio stasera è chiaro. Non si torna indietro. Non domani. Mai», ha detto parlando di «marcia settaria non voluta». Dura la protesta del leader del Partito Unionista Democratico Gavin Robinson: «Lo Stato di diritto non può essere applicato solo quando al Sinn Fein piace l’esito». Da parte sua il premier inglese Andy Burnham ha invitato tutti alla calma: «Sono stati compiuti grandi progressi in Irlanda del Nord e non vogliamo vedere passi indietro».