Incendi, blackout e vari problemi ai sistemi di propulsione hanno recentemente coinvolto alcune delle più moderne navi della Marina statunitense. Questi intoppi hanno riacceso il dibattito sull'affidabilità della flotta Usa. Gli episodi, registrati negli ultimi mesi su portaerei, cacciatorpediniere e anche sottomarini, non sarebbero legati ad azioni di combattimento. Secondo un'analisi pubblicata da una rivista militare cinese, metterebbero in luce criticità nella gestione della manutenzione, nell'impiego operativo e nel sostegno industriale necessario a mantenere in efficienza le unità più avanzate.
I guasti che tormentano le navi Usa
Secondo il South China Morning Post, che ha ripreso un rapporto pubblicato dalla rivista cinese Naval & Merchant Ships, gli incidenti hanno interessato la portaerei USS Gerald R. Ford, il cacciatorpediniere USS Zumwalt, la portaerei USS Dwight D. Eisenhower e il cacciatorpediniere USS Higgins.
L'analisi proveniente da oltre Muraglia sostiene che incendi, guasti elettrici e anomalie alla propulsione evidenzierebbero una pressione crescente sulla flotta americana, dovuta a lunghi periodi di dispiegamento, all'elevata dipendenza da tecnologie sofisticate e a una capacità insufficiente dei cantieri navali di sostenere i programmi di manutenzione.
Tra gli episodi citati figura l'incendio scoppiato nel marzo scorso nella lavanderia della richiamata USS Gerald R. Ford, la cui causa è ancora oggetto di indagine. Gli autori del rapporto ipotizzano che il prolungato impiego operativo possa aver ritardato gli interventi di manutenzione, aumentando il rischio di problemi tecnici e incidendo anche sull'affaticamento degli equipaggi. Ad aprile, inoltre, si sono verificati due incendi durante lavori di manutenzione e ammodernamento: uno a bordo della USS Dwight D. Eisenhower, in un cantiere della Virginia, e un altro sulla USS Zumwalt, mentre era sottoposta a un programma di aggiornamento in Mississippi.
Ritardi e criticità gestionali
La rivista cinese ha quindi parlato di ritardi cronici, carenza di infrastrutture e insufficienza di personale specializzato come fattori che renderebbero più difficile mantenere pienamente operative le unità più moderne.
Nei giorni scorsi - altro esempio che viene fatto - 64 marinai del sottomarino nucleare USS Nebraska sono rimasti intossicati dai fumi di scarico del diesel dopo il malfunzionamento di un generatore. Non solo: è stato inoltre ricordato il blackout che ad aprile ha colpito la USS Higgins durante una missione nell'Indo-Pacifico, causando la perdita temporanea dell'alimentazione elettrica e della propulsione.
Secondo gli analisti cinesi, l'integrazione di sistemi elettrici e automatizzati sempre più complessi migliora le prestazioni delle navi, ma aumenta anche il rischio che un guasto apparentemente limitato possa compromettere il funzionamento dell'intera unità.
"Per la Marina statunitense, la sfida principale probabilmente non è più costruire navi più avanzate, bensì trovare un equilibrio tra le
esigenze di dispiegamento globale e la necessità di mantenere una flotta complessa e sottoposta a forti pressioni", ha concluso il giornale cinese. Un monito che gli Usa farebbero bene a non ignorare.
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