Dal nostro inviato a Lanzarote - Spagna
C’è una Spagna che non si fa soggiogare dal fascino sinistro di Pedro Sánchez, il primo ministro spagnolo diventato un’icona del progressismo mondiale perché si fa invadere dai clandestini a Ceuta e replica minacciando l’Italia con controlli di rappresaglia alle frontiere dopo la sospensione cautelare degli accordi di Schengen. È un campione della Spagna nauseata dai socialisti al governo quella che si è ritrovata per la seconda volta nella tarda mattinata di ieri a Costa Teguise, a Lanzarote, davanti alla residenza La Mareta dove il premier sta sventolando agli iberici le sue lunghe vacanze nel corso di un’emergenza nazionale. Sono una cinquantina di militanti di Hatze Oïr, un movimento ultraconservatore che chiede le dimissioni di Sànchez tra trilli di fischietto e grida amplificate dall’altoparlante.
Si dispongono a circa 200 metri dall’accesso della tenuta dove, fanno intendere gli agenti, il leader socialista non darà alcun segno di presenza. Li guardano a vista nove uomini della Guardia Civil che, paradossalmente, li osservano indulgenti mentre per il secondo giorno di fila tornano a schedare con acquisizione di documenti e controlli via radio l’inviato del Giornale. I dimostranti dicono di essere soltanto un’organizzazione pro life, ma i toni sono molto forti. Srotolano un lungo striscione con la scritta cubitale CRIMINALES che raffigura, oltre a Sánchez, la moglie Begoña Gómez (imputata di corruzione e traffico di influenze) e l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero rimasto più nel cuore dei progressisti italiani che dei compagni iberici. Gli stessi tre personaggi sono riprodotti a testa all’ingiù con sagome a colori dove tutti compaiono vestiti da vacanza con camice hawaiane e bermuda. L’effigie dell’attuale primo ministro brilla su banconote posticce da 500 euro, allusione neppure velata ai guai giudiziari della moglie. E tra le mani dei militanti passa la riproduzione di un passaporto spagnolo rilasciato dallo stesso Sánchez a Emiliano Matìas Torres, un immaginario immigrato messicano generato dall’IA come prototipo del beneficiario di una cittadinanza spagnola immotivata e generosa. I toni si alzano e si fanno rabbiosi, l’effetto sit-in aumenta il peso delle invettive. Uomini e donne partono con la richiesta di dimissioni per poi invocare la galera per l’uomo della Moncloa dopo avergli dato dell’hijo de puta come un calciatore qualsiasi. La Guardia Civil non batte un ciglio sotto i loro giubbotti antiproiettili che, sotto un sole che spara 33 gradi, li rendi quasi stoici.
Chiediamo ai manifestanti di motivarci la loro indignazione. Ci risponde concitata la leader di Hatze Hoïr, il movimento ultra tradizionalista che suona come «fatti sentire». Giura di chiamarsi Maria Sanchez, trent’anni, un nome quasi troppo bello per essere vero. Porta una bombetta di paglia, una maglia rossa che scopre le spalle, pantaloncini fantasia e sandali. Lavora nel mondo dei social e ha grinta da vendere con il suo megafono in mano: «Io sono di Madrid, ma tutti i militanti che sono radunati qui sono di Lanzarote, non abbiamo portato nessuno da fuori. Sánchez è un pericolo per l’Europa con la sua politica migratoria, noi capiamo le posizioni dell’Italia. Ed è inammissibile che faccia cinque settimane di vacanze in questo momento». Eppure ci sarà una ragione se governa da otto anni, proviamo a stuzzicarli. Interviene un altro capo del movimento, un giovane social manager con barba e occhiali. Giura pure lui che il suo nome, Jordan Smith, non è un fake, ma che è un cittadino metà britannico e metà spagnolo. «Sánchez non aveva neppure il 30% ai seggi, ora ha un consenso bassissimo» spera in un tracollo fatale di popolarità.
Dall’altra parte della strada, alla Residencia Real della Mareta, non si muove una foglia. Il cordone di sicurezza attorno al premier sembra attutire e sminuzzare qualsiasi segnale di vita. Sicuramente Sánchez non si fa turbare da sit-in sotto la canicola in tenuta da spiaggia mentre prosegue nella sua politica di risposta aggressiva verso l’Italia, preoccupata dalla bomba migratoria di Ceuta. Il sito web Ok Diario lo ha beccato su un gommone Zodiac, forse in compagnia della moglie, certamente attorniato dalle guardie del corpo. È stato fotografo a Playa Blanca, all’estremità sud di Lanzarote, dove ama fare immersioni nelle onde blu dell’Oceano Atlantico, quest’anno sferzato da un vento caldo quasi mediterraneo. La vacanza perfetta dello snob di successo che lascia sgolare i contestatori sotto il sole mentre si rilassa in una delle location più esclusive. Magari perderà il posto travolto dalle polemiche e dalle pesanti accuse a Begoña. Ma potrà sempre contare sul sostegno e l’affetto infinito di Conte, Schlein e Bonelli.
