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Politica estera

Israele, Trump scende in campo per Netanyahu a otto giorni dal voto: “Senza Bibi l’America dovrà fare tutto da sola

Il presidente Usa sostiene il premier israeliano in vista delle elezioni del 27 ottobre. Il Likud rischia di perdere la maggioranza, mentre resta alta la tensione sull’Iran

“Netanyahu è un grande guerriero, forte, coraggioso e brillante”. Il presidente Donald Trump, a soli otto giorni dalle elezioni israeliane, che si preannunciano molto combattute, ha espresso il suo sostegno alla rielezione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, cercando di offrirgli un aiuto, da tempo auspicato dal leader del Likud.

In queste elezioni nazionali dall’esito incerto Netanyahu si gioca la propria sopravvivenza politica. “Se Israele avesse il premier sbagliato – chiunque non sia Bibi – l’America dovrebbe farsi carico di questo lavoro da sola, e non sono intenzionato a farlo”, ha dichiarato Trump, riferendosi alla questione iraniana.

“Nonostante tutto, Bibi ha resistito e, anzi, ha prosperato! L’ho osservato nei momenti più difficili. Persone comuni, in situazioni del genere, avrebbero ceduto sotto la pressione, ma Bibi non ha ceduto, è diventato ancora più forte e mantiene quella stessa forza ancora oggi”.

Il conflitto con Teheran, giunto al settimo mese, ha sconvolto i mercati energetici globali e seminato il caos in tutto il Medio Oriente, danneggiando infrastrutture critiche e destabilizzando le economie regionali.

Netanyahu, la cui leadership divide profondamente l’opinione pubblica israeliana, auspicava un sostegno esplicito da parte di Trump in vista delle elezioni del 27 ottobre, dato che i sondaggi lo vedono in difficoltà.

Il rapporto turbolento tra Trump e Netanyahu

In passato, il presidente americano ha avuto un ruolo di primo piano nelle campagne elettorali di Bibi, ma i rapporti tra i due sono diventati tesi. Nonostante siano stretti alleati, il rapporto tra Trump e Netanyahu è stato turbolento in alcuni momenti.

Non è certo che l’appoggio del tycoon possa dare una spinta a Bibi e al suo partito di destra, il Likud, in vista delle elezioni. Il sostegno dell’opinione pubblica israeliana verso Trump è infatti diminuito, a causa di divergenze tra Israele e Stati Uniti proprio sulla questione iraniana.

Quest’estate, mentre il leader repubblicano cercava di negoziare una soluzione al conflitto, è andato su tutte le furie vedendo il premier israeliano sabotare il processo.

Lo scorso giugno, quando Tel Aviv minacciò di bombardare la parte meridionale di Beirut, Teheran avvertì che avrebbe sospeso i negoziati finché Netanyahu non si fosse ritirato. Il presidente degli Stati Uniti chiamò il primo ministro quasi immediatamente, definendolo un “fottuto pazzo” e chiedendogli di annullare l’attacco per non compromettere i colloqui di pace.

Ora il clima è cambiato. ”Grazie, presidente Trump, per il sostegno straordinario e per il lavoro svolto insieme. Insieme porteremo a termine la missione!“, ha scritto Netanyahu nel post di risposta all’endorsement.

Questo appoggio potrebbe dare una spinta al leader israeliano che cerca di apparire come figura politica molto vicina al presidente americano. Tuttavia, secondo alcuni analisti, è improbabile che l’appoggio di Trump influenzi in modo significativo gli elettori israeliani, a causa della profonda polarizzazione attorno alla figura di Netanyahu e del calo di consensi di cui gode Trump in Israele.

Secondo gli osservatori potrebbe rafforzare gli elettori di Netanyahu nella loro decisione di votarlo, ma non sposterà nessuno verso la sua parte.

Elezioni in Israele, Netanyahu rischia di perdere la maggioranza

Secondo i sondaggi, la coalizione nazional-religiosa di Netanyahu rischia di perdere la maggioranza necessaria per governare. Tuttavia, anche l’opposizione potrebbe incontrare difficoltà nel formare un esecutivo.

Sono elezioni molto incerte e qualora nessuna delle due parti riuscisse a formare una coalizione, Netanyahu rimarrebbe in carica come primo ministro ad interim fino allo svolgimento di nuove consultazioni.

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