Il settimanale tedesco Der Spiegel lo ha nominato «l’uomo più pericoloso della Germania». Ma Ulrich Siegmund, candidato di Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni di domani nel Land di Sassonia-Anhalt, potrebbe essere il volto di un cambiamento epocale: il ritorno dell’estrema destra a una delle massime cariche di governo (in questo caso locale) dal 1945. Per i tedeschi sarebbe la fine di quel «cordone sanitario» che per decenni ha tenuto lontano le ombre del passato nazista, motivo per cui queste elezioni sono molto seguite anche per i possibili effetti nazionali. L’AfD cresce ovunque ed è il secondo partito più rappresentato al Bundestag.Gli ultimi sondaggi in Sassonia-Anhalt attribuiscono ad AfD il 41% delle intenzioni di voto contro il 23% dell’Unione cristiano-democratica (Cdu). Seguono la Sinistra Die Linke con l’11,5%, il Partito socialdemocratico (Spd) con l’8,5% e i Verdi con il 6%. Il Partito liberaldemocratico (Fdp) e la sinistra populista di Bsw rimangono invece sotto la soglia di sbarramento del 5%. Se domenica fossero confermati, per la Cdu (partito del cancelliere Merz) sarebbe un terremoto politico con un crollo di quasi 15 punti percentuali.Ma nonostante i sondaggi lusinghieri, la partita post voto per il governo del Land nella Germania orientale (che è stata finora la parte di Paese dove AfD ha ottenuto la maggioranza dei consensi) potrebbe essere molto complicata. Siegmund ha già annunciato che accetterà l’incarico di governo soltanto se il suo partito otterrà la maggioranza assoluta. Il traguardo potrebbe essere raggiunto con la distribuzione dei seggi anche senza il 50% dei voti nel caso i partiti più piccoli non superassero la soglia di sbarramento.C’è però uno scenario non meno caotico: se i sondaggi fossero confermati, sulla carta Cdu, Spd, Linke e Verdi avrebbero insieme un numero di seggi tali da sbarrare la strada a Siegmund. Sarebbe una sorta di Grande Coalizione o un governo di minoranza per frenare AfD. Ma in questo caso il candidato della Cdu, Sven Schulze, dovrebbe cercare di ottenere almeno un supporto esterno da Die Linke (irrealistica l’ipotesi di un’alleanza formale), specie se Fdp e Bsw non dovessero entrare nel parlamento locale. «Chiunque voglia che la Germania rimanga un Paese aperto e liberale e che la Sassonia-Anhalt rimanga una località attraente, anche in Europa, non deve votare per l’AfD domenica» ha affermato il cancelliere Merz durante un comizio assieme a Schulze.A mettere in guardia è stato anche lo stesso presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Pur senza menzionare direttamente AfD, il capo dello Stato ha affermato che «il nazionalismo etnico e l’isolazionismo non sono la risposta alle sfide globali del XXI secolo». E da Bonn, simbolo della rinascita della democrazia tedesca dopo la guerra, ha parlato di «Libertà, Stato di diritto e democrazia: dobbiamo proteggerli da coloro che li disprezzano e li calpestano. In questa città sono state gettate le basi per la Costituzione, per l’autodeterminazione democratica, il cosmopolitismo e la cooperazione internazionale, nonché per il buon vicinato in Europa. Credo che abbiamo ogni ragione di esserne orgogliosi e di tramandare alle generazioni future ciò che è iniziato qui».Tra i temi della campagna elettorale figurano migrazione, economia e istruzione. Il programma di AfD prevede rimpatrio sistematico degli stranieri che commettono reati e misure più restrittive in materia di asilo, obbligo di lavoro per i richiedenti asilo, aumento dei posti in custodia in vista dei rimpatri, divieto di esposizione delle bandiere arcobaleno nelle scuole, riforma dell’insegnamento con attenzione ad altri periodi storici (secondo lo slogan «più Bismarck, meno Hitler») e stop ai programmi di inclusione.

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