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Politica estera

L’allarme in Europa: “La Russia attaccherà un Paese della Nato”

Mosca prepara una provocazione (ibrida o reale) per testare le difese dell’Alleanza. Francia e Germania nel mirino, governi in allerta

In this pool photograph distributed by the Russian state agency Sputnik, Russia's President Vladimir Putin chairs a Security Council meeting in Moscow on August 7, 2026. (Photo by Alexey BABUSHKIN / POOL / AFP)

L’obiettivo del presidente russo Putin? Attaccare o provocare la Nato mentre è ancora in corso la guerra con l’Ucraina. Nuovo allarme che porta alle stanze del Cremlino. E stavolta sono fonti citate dal Wall Street Journal a sostenerlo. L’Europa inizia a prendere sul serio vari segnali legati finora alla guerra ibrida. L’idea dello Zar sarebbe invece anche di testare, scrive il WSJ, la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un Paese alleato. Nuovi rapporti d’intelligence Usa ipotizzano scenari variabili: da attacchi informatici a incursioni terrestri su piccola scala. Prima erano ritenuto «improbabile», con Putin ancora alle prese con l’Ucraina. Funzionari statunitensi citano ora un’eventuale mossa tra l’autunno di quest’anno e il 2029, in un clima già rovente nel cuore dell’Ue visti i costanti allarmi per droni vaganti.

I media tedeschi parlano ancora delle sostanze esplosive - Petn e Semtex - trovate accanto a un aereo della compagnia di bandiera ucraina; velivolo carico di munizioni militari trasportate dalla Francia a Lipsia destinate a essere spedite in a Kiev, e con

il giallo ancora aperto dei due droni avvistati giovedì sera sopra una base militare tedesca del Nordreno-Vestfalia, due giorni dopo i fatti di Lipsia. L’ambasciata russa in Germania, sul ritrovamento del drone all’aeroporto, affila la retorica: «Ondata preoccupante di isteria antirussa in Germania». Secondo le feluche di Mosca, «si tratta di una provocazione costruita in fretta e furia che serve esclusivamente agli interessi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea». Mentre l’allerta cresce in Europa anche sul fronte della disinformazione, in vista di tornate elettorali locali e nazionali tra Parigi e Berlino. Potenziali ingerenze. Un video fake annunciava, per esempio, le dimissioni di Merz per il 10 agosto: decisione circolata sui social che ha fatto alzare le antenne in Germania. Stando alla Bild, il materiale farebbe parte della campagna del gruppo «Storm 1516», considerato vicino agli 007 militari russi del Gru. Alert fotocopia in Francia, con candidati all’Eliseo che hanno attivato uno «scudo digitale». A otto mesi dal voto, presa di mira la compagine di Macron. Viginum, il servizio incaricato di

contrastare le interferenze informatiche straniere in Francia, conferma attribuisce con «elevata certezza» alla rete filorussa Matriochka (Matrioska) campagne ibride che questa settimana hanno preso di mira Gabriel Attal. È il terzo caso ricondotto a reti filorusse in pochi giorni: anche il leader di Horizons, Edouard Philippe, e il probabile candidato dell’ala gauche Raphael Glucksmann sono stati bersagliati da video denigratori online; nel loro caso proprio dal gruppo Storm-1516 che ha colpito in Germania. Falsi post pubblicati sul X hanno usurpato l’identità di testate giornalistiche (Le Monde, RFI, BFM, Le Parisien, Libération, France 24), affermando, tra le altre cose, che Attal mostra «sintomi del morbo di Parkinson» o che stesse sostenendo una politica accogliente nei confronti degli occupanti abusivi di alloggi sfitti. La risposta di Attal? Ha chiesto lo sgombero di un campo rom. E proposto di fare squadra contro un rischio «molto alto» di ingerenze.

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