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Politica estera

Mistero Khamenei

Nessuno l’ha visto dalla sua elezione. Il leader supremo grave o già morto

epa13046115 An Iranian man walks past a poster of Iranian supreme leader Ayatollah Mojtaba Khamenei in a street in Tehran, Iran, 18 June 2026. Iran and the US signed a peace agreement to end the war between the two countries. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH RESTRICTIONS: NO Access Israel Media/Persian Language TV Stations Outside Iran/Strictly No Access BBC Persian/VOA Persian/Manoto TV/Iran International TV. (As mandated by Iran's Directorate General for Foreign Media) --

Da quando è succeduto al padre, ucciso in un raid di Usa e Israele all’inizio del conflitto contro l’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei è di fatto invisibile: nessuna apparizione pubblica, nessun discorso, solo messaggi scritti diffusi dai media di stato della Repubblica islamica. Questa assenza ha alimentato le indiscrezioni sulle condizioni della terza Guida Suprema, e ora, il media indipendente IranWire ha riportato che potrebbe essere in punto di morte. Due fonti vicine all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian hanno riferito che non ha incontrato alcun membro del governo dall’attacco statunitense al complesso dell’ayatollah il 28 febbraio, spiegando al sito di informazione con sede a Londra che ai massimi livelli del regime circolano con insistenza voci secondo cui si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe scomparire da un momento all’altro.«Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della sua morte», ha detto una fonte. E lo stesso presidente, in un’intervista trasmessa dalla televisione di stato durante la discussione sulla morte di Ali Khamenei e sulla transizione di potere, ha affermato che la comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba è «molto difficile». Secondo alcune fonti, Khamenei sarebbe rimasto gravemente ferito nei raid in cui è morto il padre, sebbene le autorità iraniane non abbiano mai confermato pubblicamente i dettagli sulle sue condizioni. Questo nonostante Pezeshkian abbia affermato che il nuovo leader ha rivisto le decisioni più importanti e accettato le raccomandazioni degli esperti, respingendo le notizie di divisioni interne sorte in merito alle scelte del governo. Quindi ha definito «la persona che ho visto eccezionale in termini di etica, logica e umiltà». La mancanza di apparizioni pubbliche, tuttavia, ha sollevato numerosi interrogativi su come stia gestendo le responsabilità di Guida Suprema e se gli alti funzionari stiano agendo su sue dirette istruzioni. Oltre ad alimentare diverse ipotesi sul suo stato di salute: si ritiene che sia rimasto sfigurato nell’attentato, e stando ad alcune fonti, il dipartimento della Difesa Usa avrebbe ritenuto il suo aspetto troppo compromesso per mostrarsi al suo popolo.Mentre ad aprile, alcune fonti hanno sostenuto che sia stato curato in stato di incoscienza, e il mese scorso, durante i funerali di Ali Khamenei, si è ipotizzato che avrebbe voluto partecipare, ma gli sia stato impedito dalle Guardie Rivoluzionarie. Il tutto mentre si amplia la frattura tra le aperture diplomatiche di Pezeshkian e dei suoi alleati, che spingono per alleviare la pressione economica sul Paese, e le posizioni intransigenti dei falchi del regime e dei pasdaran. Il presidente iraniano è stato costretto a smentire le affermazioni secondo cui avrebbe ripetutamente minacciato di dimettersi, mentre combatte contro le fazioni intransigenti contrarie a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz.


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