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Politica estera

Lula-Bolsonaro, duello tv tra minacce e colpi bassi

In vista del ballottaggio di domenica i due rivali si scambiano fendenti. “Protetto da papà”, “Sei un furbacchione”. E nei sondaggi regna l’incertezza

Sfidanti Il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva (a destra) e Flavio Bolsonaro

Quella di domenica sera, in Brasile, doveva essere la serata dell’esperienza. Da una parte Luiz Inácio Lula da Silva, presidente uscente di sinistra, che compirà 81 anni il 27 ottobre; dall’altra Flávio Bolsonaro, senatore di destra di 45 anni, al primo grande confronto tv in vista del ballottaggio del 25 ottobre. Negli studi della Band, a San Paolo, il dibattito si è trasformato in uno scontro a colpi di accuse, battute al vetriolo e attacchi alle rispettive famiglie.

Il senatore ha aperto con un nome scomodo per il Partito dei lavoratori di Lula: «Conosci Roberta Luchsinger?». La lobbista, amica di Lulinha, il figlio del presidente, è indagata nell’inchiesta sulle frodi all’Inps brasiliano e il giorno prima aveva annunciato alla Cnn Brasil la disponibilità a collaborare con i magistrati senza «risparmiare» la famiglia di Lula. «Hai detto che non la conoscevi, ora hai l’occasione di correggere la risposta», ha incalzato Flávio. Poi la domanda sul figlio del presidente, che vive a Madrid vicino al calciatore Vinícius: «Chi lo mantiene?».

Dopo qualche secondo di silenzio, Lula ha liquidato il caso Luchsinger come «un problema della Polizia federale», contrattaccando: «Non sono un padre che protegge il figlio come tu sei stato protetto dal tuo». Per Igor Gielow, della Folha de S. Paulo, il presidente è rimasto «alle corde» per circa cinque minuti. Poi sono arrivati gli insulti: Lula ha definito il rivale «pagliaccio» e «malandro carioca», espressione che evoca il furbo di Rio de Janeiro.

Sulla sicurezza, Flávio ha chiesto perché, a suo dire, il 73% dei detenuti avrebbe votato per Lula. Il presidente ha replicato: «Voglio che votino al 100%. Perfino tuo padre», riferendosi a Jair Bolsonaro, ex presidente condannato a 27 anni per tentato golpe e agli arresti domiciliari. Lula ha poi difeso il regime di permessi temporanei per i detenuti: «Non è perché uno ha commesso un errore che vai a punire migliaia di persone».

Il confronto si è fatto ancora più personale quando Flávio ha invitato Lula ad avvicinarsi. «Dalla famiglia Bolsonaro, da un miliziano voglio distanza», ha risposto il presidente, alludendo ai presunti legami della famiglia con gruppi armati. «Pensandoci bene, meglio che tu stia lontano, perché mi puoi rubare il portafoglio», ha ribattuto il senatore. Lula ha cercato di contrattaccare sul caso dei circa 23 milioni di euro che Flávio avrebbe chiesto al banchiere Daniel Vorcaro, sottoposto ad arresti cautelari nell’ambito di un’inchiesta per frode, per finanziare un film sul padre. Il presidente ha proposto di rendere pubblici i conti bancari e i telefoni. Flávio ha sostenuto di aver già chiarito la vicenda.

Le schermaglie di domenica non hanno sciolto l’incertezza sul risultato e, a 5 giorni dal voto, la partita resta apertissima. Nei sondaggi sui voti validi diffusi ieri, AtlasIntel/Bloomberg assegna a Flávio il 51,1% contro il 48,9% di Lula, mentre PoderData indica un margine più ampio, 52% a 48%. Venerdì, su Globo, i due torneranno a confrontarsi in tv. Lula cercherà di rimontare e Flávio di consolidare il vantaggio. Poi, dopo una campagna segnata da accuse personali e colpi bassi, la parola passerà finalmente agli elettori.