Il governo italiano sta comunicando all’Unione europea la proroga, per ulteriori 15 giorni, dei controlli alle frontiere aree e marittime con la Spagna. “La decisione - informa il Viminale - è stata assunta, in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione Europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico”. Fonti del Viminale ci fanno sapere anche che quasi 500mila persone sono state controllate attraverso la consultazione delle ‘liste passeggeri’ mentre oltre 180mila, provenienti dalla Spagna, sono state identificate al momento in cui stavano facendo ingresso in Italia (31 respinti, di cui 8 marocchini). Sono state 6 le persone arrestate.
Intanto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, oltre a tirare in ballo il complotto (dei servizi segreti russi e israeliani, ndr), chiede aiuto all’Europa per far fronte alla crisi migratoria e ricorda che durante quella “a Lampedusa, la Spagna ha accolto i migranti che arrivarono” in territorio italiano: “L’Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie”, ha detto il leader socialista. “Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d’Europa”, ha aggiunto, in un’intervista radiofonica alla Cadena Ser.
