Mentre il Meclemburgo-Pomerania Anteriore seguita a contare i suoi voti e a constatare la storica vittoria AfD, il suo porto di Rostock si conferma come il principale porto universale della costa tedesca del Baltico. Una contraddizione interessante: un Land che politicamente viene raccontato attraverso un’economia debole e stagnante, con problemi strutturali, ospita uno dei principali motori logistici della nazione, perennemente in crescita.
Rostock è il quarto porto tedesco per dimensioni dopo il porto di Amburgo, i porti di Brema e il porto di Wilhelmshaven. Per il terzo anno consecutivo, la movimentazione merci qui ha superato i 30 milioni di tonnellate. “Con 31,3 milioni di tonnellate di merci, è stato stabilito un nuovo record di movimentazione, superando del quattro percento il risultato dell’anno precedente”, ha dichiarato il Dr. Gernot Tesch, amministratore delegato dell’operatore portuale ROSTOCK PORT. “Il risultato del trasbordo del 2025 conferma l’efficienza delle aziende e delle autorità che operano nel più grande porto universale della costa tedesca del Mar Baltico. Il porto di Rostock è un faro economico per la città e per lo stato”, ha aggiunto.
Lo stato federale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore e la Città anseatica di Rostock sono i proprietari del porto di Rostock. I loro interessi sono rappresentati da ROSTOCK PORT GmbH, attraverso la partecipazione pubblica. Ed è proprio negli ultimi mesi che il governo regionale ha ricollocato il porto al centro della propria politica industriale. Ad aprile il governo del Land aveva indicato Rostock come sito strategico della trasformazione industriale del Mecklenburg-Vorpommern. Dal 2021, secondo i dati del governo regionale, sono stati sostenuti nell’area portuale investimenti per oltre 200 milioni di euro, con circa 146 milioni di euro di contributi pubblici. A luglio il governo regionale è tornato sul tema, sottolineando il ruolo del porto nella logistica marittima, nell’industria offshore e nella sicurezza energetica.
Come si intreccia questo colosso con le elezioni regionali? Nel settembre di un anno fa, la Alternative für Deutschland locale aveva presentato i porti del Land — citando espressamente Rostock, Wismar, Stralsund e Sassnitz — come infrastrutture dalle quali dipendono migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti. L’AfD chiedeva maggiori investimenti pubblici in infrastrutture portuali, logistica, digitalizzazione e cantieristica, sostenendo che la competitività dei porti fosse legata direttamente all’occupazione regionale.
E soprattutto, il 14 settembre, a soli sei giorni dal voto, il Land ha annunciato altri circa 440.000 euro di finanziamento pubblico per elaborare il nuovo Hafenentwicklungsplan 2050 e uno studio sul potenziale dell’industria eolica offshore. L’obiettivo è pianificare l’espansione del porto fino al 2050 e individuare nuove attività legate all’eolico offshore, compreso il funzionamento, il disassemblaggio e il riciclo degli impianti. Una prospettiva notevole se si pensa che la politica nazionale e locale ragiona al massimo in termini di lustri.
Rostock è una città particolare, poiché dispone di quattro circoscrizioni elettorali per le elezioni regionali: Rostock I, II, III e IV. Per il voto di oggi erano registrati circa 168.000 elettori. Il porto, dunque, può essere utilizzato come cartina di tornasole della distanza tra due realtà dello stesso Land: Rostock, città portuale, universitaria, industriale e integrata nei traffici del Baltico contro il resto del Mecklenburg-Vorpommern, rurale, demograficamente fragile, nel quale il voto protesta ha avuto una forte crescita.
