Un tempo c’erano donne coraggiose che il velo islamico sul capo non si piegavano a metterlo, tanto meno se per obbligo nei confronti di una religione che le donne, le schiaccia. Oriana Fallaci se lo era sfilato guardando dritto in faccia l’ayatollah Ruhollah Khomeini, che stava intervistando. Gli aveva pure detto, sempre in faccia, che quel pezzo di stoffa era uno «stupido cencio da Medioevo». Era il 1979 e forse, allora, le donne occidentali erano ben più libere di oggi.
New York, quarantasette anni dopo. Mentre gli Stati Uniti si preparano a ricordare il più terribile, violento e sanguinario attacco terroristico alla nostra civiltà per mano della jihad islamica, la governatrice Kathy Hochul si presenta all’Islamic Cultural Center di New York indossando l’hijab. Certo, la scelta della dem avrebbe scatenato polemiche a prescindere ma il tempismo ha sicuramente acuito le proteste. Perché questo sarà il venticinquesimo anniversario dall’11 settembre e le immagini degli aerei che si abbattono sulle Torri Gemelle, degli innocenti che si buttano giù trovando così la morte anziché finire arsi vivi e dei due giganti di cemento che collassando a terra scorrono ancora davanti agli occhi di tutti come un film dell’orrore che riaccade all’infinito. E così vederla rendere onore, sottomettendosi con il velo islamico, alla comunità musulmana di New York diventa troppo. È l’immagine perfetta del progressismo liberal che da una parte critica il patriarcato bianco accusando i conservatori Maga di trasformare gli Stati Uniti nella Repubblica di Gilead del romanzo distopico di Margaret Atwood, I racconti dell’ancella, e dall’altra s’inchina all’unico vero patriarcato che prolifica in Occidente, quello islamico. È il doppio standard femminista che da una parte urla in piazza «nessun divieto sul mio corpo» ma poi il divieto diventa «rispetto culturale» se a imporlo è l’islam.
La democratica Hochul non è nuova a questo genere di uscite ideologiche.
Già in passato aveva indossato l’hijab per rendere omaggio a un poliziotto musulmano morto in servizio. Anche allora ci furono polemiche. Oggi, però, quella mancanza di sensibilità o, meglio, quell’eccessiva empatia nei confronti della comunità islamica diventa terreno di scontro più forte. E sono diversi gli americani che, sui social, accusano la governatrice democratica di dimenticare, con quel gesto, le vittime e le famiglie dell’11 settembre 2001.
