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Politica estera

Berlino, trionfo rosso (e islamico). L’AfD vince ancora ma non basta

Nel Meclemburgo-Pomerania i sovranisti della remigrazione di nuovo primi ma non saliranno al potere. Cdu a rischio. Nella capitale il sindaco è Elif Eralp, anti capitalista pro espropri

Donne alla guida A sinistra, la candidata a Berlino della Linke Elif Eralp A destra, la governatrice del Meclemburgo Pomerania Anteriore Manuela Schwesig Entrambe dovrebbero formare i nuovi governi locali

berlino L’onda di AfD avanza inarrestabile in Germania. Alle elezioni legislative tenute ieri in Meclemburgo-Pomerania anteriore e a Berlino, i sovranisti che invocano la remigrazione hanno registrato un duplice successo. Nella capitale tedesca che si vuole colorata metropoli del multiculturalismo, AfD ha guadagnato circa 7 dal voto per il rinnovo del Parlamento nel 2023, attestandosi al 16,3%. I post-comunisti Die Linke, guidati dalla giurista anticapitalista Elif Eralp, figlia di immigrati turchi che promette un tetto agli affitti ed espropri ai grandi gruppi immobiliari, sono primi col 25,3% (+13,3%), seguiti dai popolari della Cdu del cancelliere Friedrich Merz al 19% (-8%). I Verdi si classificano terzi col 14,4% (-2,2%) sopra ad AfD e ai socialdemocratici Spd crollati all’12,1% (-6,7%). Partito di estrema sinistra nazionalpopulista, il Bsw è al 5%, esattamente sulla soglia di sbarramento.

In Meclemburgo, dove candidava a primo ministro Leif-Herik Holm, AfD ha conquistato un feudo rosso governato dal 1998 dalla Spd, in coalizione con Die Linke dal 2021. Nello Stato sul Mar Baltico, l’onda blu, colore dei sovranisti tedeschi, è montata fino a farsi maremoto. AfD ottiene il 37,3% più che raddoppiando i consensi dal 16,7% delle legislative di cinque anni fa. La Spd perde 3,9 punti e scende al 35,7%, mentre Die Linke cede il 3% attestandosi al 6,9%. Quarti i Verdi col 5,5% (-0,8%), seguiti dalla Cdu che crolla al 4,9% (-8,4%) precipitando al peggior risultato di tutta la sua storia e rischiando di non entrare nel Parlamento locale: «Un disastro», ha dovuto ammettere Merz. A rischio anche il Bsw al 4,9% e i liberaldemocratici Fdp all’1% (-4,8%). Cifre che indicano nella loro freddezza come AfD avanzi fino alla vittoria, anche se non basterà per andare al governo in assenza di partiti disposti ad allearsi. Quello per i sovranisti non è un mero voto di protesta, ma una scelta convinta. AfD cresce perché percepita come unica forza capace di ridare fiducia a milioni di tedeschi smarriti nella crisi sistemica in cui versa la Germania. È un popolo che ormai rifiuta i «vecchi partiti» e «quelli lassù», le élites globaliste indifferenti ai suoi bisogni, insensibili alle sue paure. Masse che si sentono escluse si affidano ad AfD perché si rispecchiano in un partito segretato oltre la Brandmauer, il muro in difesa della democrazia eretto dagli avversari. Chi vota per i sovranisti lo fa poi nella speranza che AfD attui le agognate riforme per portare fuori la Germania dal pantano politico ed economico in cui affonda. Non è solo metapolitica, non è solo la promessa della remigrazione degli immigrati criminali e illegali a mobilitare il consenso per l’ultradestra. AfD avanza anche grazie alle proposte per crescita economica, energia, politiche sociali. È un’offerta di rottura: basta con le frontiere aperte, le energie rinnovabili erette a totem, il wokeismo che condanna l’identità e scomunica l’orgoglio nazionale. È ora del cambiamento e, per migliaia di tedeschi, AfD può renderlo realtà.

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