Politica estera

Olanda al voto: la sfida elettorale nel post-Rutte e il timore di un'"onda nera"

I Paesi Bassi arrivano alle urne in un clima di grande sfiducia. Tre partiti sono in testa nei sondaggi e in molti guardano con paura all'exploit dell'estrema destra

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L’Olanda torna oggi alle urne per le elezioni generali anticipate, dopo il collasso del terzo governo di coalizione del premier più longevo del Paese dal secondo dopoguerra, il liberale Mark Rutte. Dopo 13 anni al potere, il leader del centrodestra ha annunciato a luglio che avrebbe lasciato la guida del suo partito, il Vvd, e che non si sarebbe ricandidato abbandonando completamente la politica.

La fine dell’era di “Teflon Mark” apre degli scenari inediti per il futuro dei Paesi Bassi. In molti, infatti, guardando con timore all’ascesa del Partito per le libertà (Pvv) di Geert Wilders, che secondo un sondaggio di I&O Research pubblicato ieri sarebbe in vantaggio con 28 seggi parlamentari su 150. I conservatori del Vvd, guidati ora dalla leader anti-migranti di origine curda Dilan Yesilgoz e l’alleanza Socialdemocratici-Verdi dell’ex vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans sarebbero subito dietro, entrambi con 27 seggi. I due aghi della bilancia in queste elezioni saranno gli indecisi, circa il 15-30% della popolazione o addirittura il 63% secondo alcune proiezioni, e il Nuovo contratto sociale (Nsc) del cristiano-democratico Pieter Omtzigt, che ha già annunciato la sua totale contrarierà ad un governo di coalizione con il Pvv. In fondo alla classifica, il gruppo di protesta degli agricoltori (Bbb) si attesta a 5 seggi, in netto calo rispetto all’exploit delle elezioni provinciali di marzo.

Secondo gli analisti, i tre partiti in testa ai sondaggi sono statisticamente alla pari, e i possibili scenari post-elettorali vedrebbero un governo di centrodestra composto dall’Vvd e l’Nsc, con possibile supporto di Wilders, o un’alleanza centrista tra Yesilgoz, Omtzigt e Timmermans. Sarebbe improbabile, invece, un governo guidato dal Pvv. Secondo Sjoerd van Heck di Ipsos, la crescita negli ultimi sondaggi della formazione di destra estrema provocherà “un effetto di rally degli elettori di sinistra che cercano di bloccare un governo guidato dal Pvv”.

Il tema fondamentale al centro del dibattito e, di conseguenza, delle elezioni è la questione migranti. Wilders ha promesso lo stop a nuove richieste di asilo e il divieto di “scuole islamiche, corano e moschee”. Posizioni, queste, parzialmente sostenute anche dalla leader del Vvd, che ha però preso più volte le distanze dalle espressioni più estremiste del potenziale alleato. Questo, però, non le ha evitato le critiche da parte degli avversari. In particolare, Timmermans ha accusato Yesilgoz di “aver aperto la porta a Wilders nel governo. Ciò significherebbe che qualcuno partecipa alla gestione del Paese e considera un milione di olandesi musulmani come cittadini di seconda classe”. Indipendentemente dai giochi di palazzo o dalle possibili coalizione, gli elettori si recheranno oggi alle urne in un clima di grande sfiducia.

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