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Le immagini UGC pubblicate sui social media mostrano un edificio governativo in fiamme a Karaj, in Iran, la sera del 9 gennaio 2026. Le principali citta' iraniane sono state colpite durante la notte da nuove manifestazioni di massa che denunciavano la Repubblica islamica, mentre sabato gli attivisti hanno espresso il timore che le autorita' stessero intensificando la repressione delle manifestazioni, approfittando di un blackout di Internet. Una folla di persone cammina sull'autostrada Vakil Abad a Mashhad mentre canta in persiano "Questa e' l'ultima battaglia, Pahlavi sta tornando". Altri manifestanti, nel mentre, camminano su Pasdaran Avenue a Teheran intonando le parole: "Oh, Scia' dei fedeli, torna in Iran, quelli che indossano il turbante hanno fottuto l'Iran".

Redazione web
La rabbia degli iraniani in piazza: edificio governativo in fiamme a Karaj

Sui social in Iran sono circolate immagini che mostrano i manifestanti scendere nuovamente nelle strade di Teheran nonostante l'intensificarsi della repressione. Nel secondo video, i cittadini di Teheran ballano e festeggiano attorno a un falò acceso su una strada della capitale iraniana. Si sentono i manifestanti scandire “Pahlavi tornerà”, riferendosi al principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, che sta cercando di posizionarsi come protagonista nel futuro del suo Paese. Sono due settimane che nelle strade dell'Iran infiamma la protesta contro il regime.Con Internet fuori uso e le linee telefoniche interrotte, è diventato più difficile valutare le manifestazioni dall'estero. Tuttavia, secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime delle proteste è salito ad almeno 72 morti e oltre 2.300 arrestati. La TV di Stato iraniana sta riportando le vittime delle forze di sicurezza

Redazione web
La danza dei manifestanti intorno a un falò a Teheran

Il Minnesota si vanta da tempo dei suoi generosi programmi di welfare e della sua reputazione di buon governo

Christopher F. Rufo
Cala il sipario sui liberal

Non sta in Italia questa gente, sta in Iran. Là dove è cominciata la rivolta contro il peggior regime teocratico del mondo, guidato da un ayatollah fanatico, Ali Khamenei

Tommaso Cerno
Chi di regime ferisce

Il Governo italiano a Parigi martedì scorso ha sottoscritto la Nota congiunta di Francia, Germania, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca in cui si ribadisce che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che spettano a Groenlandia e Danimarca le decisioni che riguardano il suo futuro

Redazione
L'equilibrio sacro dello spazio artico

Sono grandi, gli iraniani: al buio, con l'elettricità e internet tagliati, affamati e senza armi, mentre i basiji fanno decine di morti, occupano intere province, distruggono le statue di Suleimani, di Khamenei e di Khomeini, alzano il leone e la spada della Persia

Fiamma Nirenstein
I leoni di Persia alzano la loro spada
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