Politica estera
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Le immagini UGC pubblicate sui social media mostrano un edificio governativo in fiamme a Karaj, in Iran, la sera del 9 gennaio 2026. Le principali citta' iraniane sono state colpite durante la notte da nuove manifestazioni di massa che denunciavano la Repubblica islamica, mentre sabato gli attivisti hanno espresso il timore che le autorita' stessero intensificando la repressione delle manifestazioni, approfittando di un blackout di Internet. Una folla di persone cammina sull'autostrada Vakil Abad a Mashhad mentre canta in persiano "Questa e' l'ultima battaglia, Pahlavi sta tornando". Altri manifestanti, nel mentre, camminano su Pasdaran Avenue a Teheran intonando le parole: "Oh, Scia' dei fedeli, torna in Iran, quelli che indossano il turbante hanno fottuto l'Iran".
Sui social in Iran sono circolate immagini che mostrano i manifestanti scendere nuovamente nelle strade di Teheran nonostante l'intensificarsi della repressione. Nel secondo video, i cittadini di Teheran ballano e festeggiano attorno a un falò acceso su una strada della capitale iraniana. Si sentono i manifestanti scandire “Pahlavi tornerà”, riferendosi al principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, che sta cercando di posizionarsi come protagonista nel futuro del suo Paese. Sono due settimane che nelle strade dell'Iran infiamma la protesta contro il regime.Con Internet fuori uso e le linee telefoniche interrotte, è diventato più difficile valutare le manifestazioni dall'estero. Tuttavia, secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime delle proteste è salito ad almeno 72 morti e oltre 2.300 arrestati. La TV di Stato iraniana sta riportando le vittime delle forze di sicurezza
Chi controlla le altitudini più elevate nello spazio, ha la possibilità di agire in maniera più performativa sul terreno
La Casa Bianca valuta seriamente un intervento contro Teheran dopo la repressione delle proteste. E intanto cresce l’allerta in Medio Oriente e in Israele
Iran International parla di almeno 2.000 morti in 48 ore durante la repressione. Le proteste proseguono da due settimane nonostante blackout e minacce di pena di morte, mentre cresce l’allarme internazionale
Il messaggio firmato dai leader dei 5 partiti. Donald insiste: «Sarà nostra in un modo o nell’altro»
L’economista dissidente negli Usa: "Anche i pasdaran lo stanno mollando"
In prima fila per Gaza, non una parola su Teheran. E online piovono le critiche
Spari sulla folla, già centinaia di vittime e 3mila arresti. Le Guardie in massima allerta. Il regista Panahi: "Repressione sfacciata". Trump: "Pronti ad aiutare"
Fondi Usa per ricostruire. Londra e Parigi, armi e militari sul campo dopo la tregua
Il regime iraniano minaccia la pena di morte per i manifestanti e porta i Pasdaran al massimo livello di allerta. Ospedali sovraccarichi e bilanci delle vittime in aumento mentre Pahlavi invoca proteste e sciopero generale
Una lettera tradotta da una venezuelana rompe il silenzio sul dramma del Paese e risponde alle critiche sull’intervento esterno. Non ideologia o petrolio, ma sopravvivenza dopo 27 anni di repressione, povertà, torture e migrazioni di massa. Per molti venezuelani, la speranza conta più della sovranità di un regime che li ha trattati da nemici.
Dalle piazze in fiamme agli scioperi dei bazar, l’Iran entra in una fase di frattura profonda. La repressione si intensifica, ma il patto tra Stato e società sembra spezzato e il tempo non gioca più a favore del regime
Il Minnesota si vanta da tempo dei suoi generosi programmi di welfare e della sua reputazione di buon governo
Non sta in Italia questa gente, sta in Iran. Là dove è cominciata la rivolta contro il peggior regime teocratico del mondo, guidato da un ayatollah fanatico, Ali Khamenei
Il Governo italiano a Parigi martedì scorso ha sottoscritto la Nota congiunta di Francia, Germania, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca in cui si ribadisce che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che spettano a Groenlandia e Danimarca le decisioni che riguardano il suo futuro
Sono grandi, gli iraniani: al buio, con l'elettricità e internet tagliati, affamati e senza armi, mentre i basiji fanno decine di morti, occupano intere province, distruggono le statue di Suleimani, di Khamenei e di Khomeini, alzano il leone e la spada della Persia