Il misterioso caso del decesso nel laboratorio siberiano che studia la peste polmonare fa salire la tensione tra Washington e Mosca. Gli Stati Uniti hanno esortato la Russia con una nota ufficiale del dipartimento di Stato ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli viola tali normative. La comunicazione diplomatica riservata, diffusa dal Wall Street Journal citando funzionari Usa, aggiunge un elemento di complessità ai rapporti tra i due paesi, proprio mentre il presidente Donald Trump cerca di migliorare le relazioni con l’omologo Vladimir Putin e di compiere progressi per la fine della guerra in Ucraina. Il tycoon ha riferito ai media di avere programmato una telefonata con Putin molto a breve, e interpellato su quanto riferito dalle agenzie di intelligence Usa in merito all’incidente, ha assicurato che dovrebbe essere in grado presto di fornire maggiori dettagli. «Non crediamo che sia un’arma biologica. Se si ascoltano loro, è sotto controllo», ha detto il tycoon. Il Cremlino, tuttavia, ha detto tramite il portavoce Dmitry Peskov che una chiamata tra i leader «non è ancora stata concordata». E ha aggiunto di non avere notizie relative alla comunicazione diplomatica degli Usa.
La Russia ha fornito agli Stati Uniti scarse informazioni sull’episodio, che ha suscitato il timore di una possibile diffusione di malattie infettive all’interno del Paese e oltre i suoi confini, e lo stesso segretario di Stato americano Marco Rubio ha «esortato la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, affinché tutti noi possiamo reagire in modo adeguato e appropriato. Forse non c’è nulla di grave o forse la questione è più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo», ha aggiunto. Ad alcuni giorni dalla morte della donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, le autorità di Mosca non hanno ancora reso nota la causa esatta del decesso, limitandosi ad affermare che è avvenuto a causa di una polmonite. La mancanza di dettagli ha alimentato l’ipotesi che la sua attività di laboratorio abbia comportato l’esposizione a un patogeno letale e ha sollevato interrogativi sull’adeguatezza delle misure adottate dalla Russia per contenere quella che le autorità hanno definito una malattia infettiva. In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, i Paesi sono tenuti a notificare all’Oms entro 24 ore qualsiasi evento possa trasformarsi in un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Inoltre, l’intesa impone ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia.
Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato che «la comunicazione tempestiva, completa e trasparente delle informazioni è essenziale per una valutazione accurata dei potenziali rischi per la salute pubblica». Peraltro, l’Oms «ha richiesto ulteriori informazioni anche sulle notizie diffuse dai media riguardo a un secondo dipendente affetto da polmonite di origine sconosciuta». «I media stanno diffondendo molte notizie, e la stragrande maggioranza sono false», ha replicato Peskov. Intanto il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Ue è riunito per discutere dell’incidente in Siberia, ma una portavoce della Commissione europea ha spiegato che «per il momento non posso dire se consideriamo ulteriori misure oltre a quelle già richieste».
