Navi Pillay, avvocata sudafricana 85enne esperta di diritti umani e giudice internazionale, ha ricevuto la notizia del premio Nobel per la Pace 2026 mentre partecipava a una conferenza nell’edificio di Norimberga, in Germania, in cui nel 1945-1946 fu istituito il primo tribunale penale internazionale per giudicare i crimini dei nazisti. L’annuncio è giunto a 80 anni e nove giorni di distanza dalla pronuncia delle sentenze di quei processi. E sembra un paradosso considerando la sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato dell’Onu, che l’anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. Pillay ha reagito con incredulità. «È vero? Essendo un avvocato e un giudice, voglio comunque verificarlo», ha esordito con ironia.
Il comitato norvegese per il Nobel ha motivato la scelta sottolineando che Pillay ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire che crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidi venissero perseguiti. Il comitato ha dichiarato che Pillay, attualmente giudice presso la Corte Internazionale di Giustizia, ha «dimostrato che le misure giuridiche possono contribuire a prevenire atti di guerra e violenza». «L’impegno di Navi Pillay verso i principi giuridici universali e la sua ferma bussola morale sono costanti di una lunga carriera», ha affermato.
Ma è un Nobel che fa già discutere. «L’ultima cosa che ho fatto è stata presentare il rapporto su Gaza, definendo quanto sta accadendo lì come un genocidio», ha affermato Pillay a una folla riunitasi per celebrare il premio. «Se applaudite ancora un po’, potrei condividere questo premio con Trump», ha aggiunto, con un riferimento alla decisione della vincitrice dell’anno precedente, Maria Corina Machado, di consegnare la sua medaglia del Nobel al presidente statunitense. L’amministrazione Trump ha subito reagito, non a caso, e imposto sanzioni alla Cpi, poche ore dopo che Pillay aveva vinto il Nobel. Trump sui social ha scritto: «Nobel vergognoso, Pillay odia l’America e Israele». Rubio ha rincarato la dose: «Cpi corte canaglia». Mentre l’Italia ha confermato la fiducia nella Cpi, e si è detta contraria alle sanzioni Usa.
Pillay ha dedicato il premio a «tutti i sopravvissuti a crimini internazionali, nonché agli operatori e ai difensori della giustizia internazionale, la cui compassione e il cui coraggio continuano a garantire che all’impunità non venga concesso di prevalere». Rivolgendosi poi ai leader mondiali: «Avete l’obbligo di proteggere i diritti umani e di astenervi dalla guerra».
L’anno scorso, una commissione delle Nazioni Unite guidata da Pillay ha stabilito che Israele aveva commesso un genocidio contro i palestinesi a Gaza, una conclusione respinta dal governo israeliano che ha replicato ieri in maniera dura.
«Assegnare il Nobel a Pillay è la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno», è stata la reazione del ministero degli Esteri israeliano. Anche Hamas è subito intervenuta in maniera favorevole alla sua propaganda: «Il Premio Nobel conferito a Navi Pillay è un messaggio di speranza per i palestinesi di Gaza». Pillay, è stata premiata «per la sua lunga carriera, che spazia dalla difesa di Nelson Mandela al lavoro svolto fino ai giorni nostri», ha ribadito invece il presidente della commissione del Nobel, Jørgen Watne Frydnes.
