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Politica estera

Sanchez si dimette, l’avviso della sinistra: “Anche in Italia la crisi abitativa sarà una bomba sociale”

Dopo aver elogiato il governo e le politiche di Sanchez, ora la sinistra paventa una situazione simile anche in Italia. Foti frena: “Situazione completamente diversa”

A journalist watches Spanish Prime Minister Pedro Sanchez's televised statement to call early elections in Madrid on October 5, 2026. Spanish Prime Minister Pedro Sanchez announced early election for November 29 after housing set-back during a televised speech today. (Photo by Thomas COEX / AFP)

L’annuncio di Pedro Sanchez di anticipare le elezioni non arriva improvviso ma è frutto di un clima incandescente in Spagna in cui da più parti si chiedeva un passo indietro da parte del premier. Già da tempo il governo socialista era nella bufera a causa delle indagini per la corruzione ma è stato forse il caos migranti di Ceuta, insieme alla crisi abitativa, a portare il governo sull’orlo del precipizio. Molti partiti ed esponenti della sinistra italiana oggi staranno probabilmente accusando il colpo dopo mesi di elogi e lodi nei confronti di Sanchez, preso come modello di governo anche da Elly Schlein.

“In Spagna l’emergenza abitativa è diventata una bomba sociale, ma l’Italia non è lontana. Continuiamo a parlare di un Paese di proprietari, ma 12 milioni di persone - il 20% della popolazione - vivono in affitto. Il disagio abitativo non è un tema relegato alle grandi città, anzi, le sentenze di sfratto in proporzione alle famiglie residenti sono molte di più nei piccoli e medi centri che non nelle grandi aree metropolitane. I liberisti sostengono che il soggetto da tutelare sia il proprietario che, per affittare, deve avere indietro la casa in tempi brevissimi”, ha dichiarato il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi.

Il ministro degli affari europei Tommaso Foti ci ha tenuto a sottolineare che “in Italia la situazione è completamente diversa dalla Spagna. È completamente prematuro parlare di elezioni anticipate. Abbiamo a breve l’approvazione delle legge elettorale e della legge di bilancio, in primavera ci saranno i settant’anni del trattato di Roma e dovremo preparare il semestre di presidenza dell’Italia dell’Unione Europea che partirà il primo gennaio 2028”. Il ministro ha proseguito che “non si è ancora esaurita la fase di attuazione del governo Meloni. Se vi sarà un’accelerazione dell’esaurimento dei temi del programma, è una valutazione che dovrà fare il presidente del Consiglio, fermo restando che poi a decidere la data delle elezioni sarà il Presidente della Repubblica”.

Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, a proposito delle dimissioni del premier spagnolo, ha voluto ribadire il concetto: “L’Italia ha dimostrato in questi 4 anni di essere totalmente diversa dalla Spagna piuttosto che dalla Francia, dalla Germania. Ha portato stabilita’ politica. Il centrodestra ha dimostrato che il governo piu’ longevo della storia della Repubblica e’ quello appunto a guida Meloni, ma prima ancora c’era Berlusconi e quindi completeremo questa legislatura nei 5 anni, poi ci faremo giudicare dagli elettori”. Silvia Sardone, europarlamentare della Lega, si rivolge alla segretaria del Pd: “Cosa dirà Elly Schlein che aveva individuato in Sanchez il modello per la sinistra italiana? Nonostante i disastri e i sondaggi pessimi continuerà a delinearlo come eroe della sinistra progressista? Il caos spagnolo e il fallimento sull’immigrazione ci spiegano bene quanto sia poco credibile la sinistra”. Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha commentato sui social la decisione del premier spagnolo: “Ma come? Ma la Spagna non era il modello tanto amato dalla sinistra?”.

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