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Politica estera

Trasparenza (e propaganda). Donald lancia l’operazione Ufo

La declassificazione dei documenti UAP voluta da Trump rappresenta una delle scelte più nette e politicamente significative della sua seconda amministrazione.

New York, tornano gli Ufo: avvistati da 14 persone ​oggetti non identificati

Mentre a Bruxelles la Commissione di Ursula von der Leyen preferisce continuare a monitorare i Fenomeni Aerei Anomali Non Identificati (UAP) «sotto traccia» come riconosce di star facendo dal 2023, senza reale apertura verso i cittadini, Donald Trump ha scelto la strada opposta: la trasparenza pubblica nel rapporto diretto con l’elettorato.

La declassificazione dei documenti UAP voluta da Trump rappresenta una delle scelte più nette e politicamente significative della sua seconda amministrazione. Non si tratta solo di curiosità sulle anomalie celesti, ma di un atto di forza esecutiva che ha messo in discussione decenni di opacità burocratica e riaperto, con toni nuovi, il confronto tra Casa Bianca, apparato militare-intelligence e Congresso. Avvalendosi dei suoi poteri costituzionali, Trump ha imposto alle agenzie di individuare e rendere pubblici archivi rimasti a lungo dietro classificazioni elevate. Ne è nato un programma di rilasci successivi di documenti, video e rapporti che ha superato le tradizionali cautele del Congresso.

Sotto questa spinta, parlamentari di entrambi gli schieramenti

hanno intensificato le critiche al Pentagono, accusato di aver sottratto per troppo tempo prove e dati dietro lo schermo della sicurezza nazionale. L’ipotesi di ingegneria inversa su materiali non convenzionali resta controversa e non dimostrata, ma nemmeno davvero smentita, mentre la richiesta di maggiore controllo sui budget «paralleli» è ormai bipartisan. Senato e Camera hanno portato avanti, con alterno successo, iniziative per rafforzare la declassificazione e proteggere i whistleblower.

Sul piano internazionale, pubblicare rapporti e filmati risponde anche a una logica strategica. I documenti mostrano incursioni e avvistamenti sopra siti nucleari e aree di addestramento, alimentando il sospetto che piattaforme di spionaggio avanzate di avversari come Cina e Russia possano aver operato in spazi americani. Per impedire che Pechino e Mosca possano sfruttare i dati declassificati per mappare limiti e frequenze dei sistemi nazionali, l’amministrazione ha mantenuto oscuramenti mirati sulla telemetria più critica. Una scelta criticata da parte della comunità scientifica civile, che chiede dati

più aperti per elaborare modelli verificabili. I materiali declassificati lasciano comunque emergere elementi sconcertanti: le sfere metalliche filmate avvistati nel teatro mediorientale, gli oggetti capaci di virate brusche a velocità ipersoniche senza firme termiche né superfici di controllo rilevati sui cieli del Pacifico. A fronte di una maggioranza di casi spiegati scientificamente, resta una quota di casi irrisolti che continua a dividere gli osservatori.

Nell’area populista e conservatrice prevale spesso una lettura che vede negli UAP la prova di realtà occulte, anche demoniache, nascoste da un potere autoreferenziale; sul versante opposto, la sinistra radicale tende a ricondurre tutto a manovre per nascondere profitti illeciti e spese fuori controllo del complesso militare-industriale. In ogni caso apparati notoriamente cauti e scettici concordano nel riconoscere che le segnalazioni UAP non possono più essere ignorate e richiedono strumenti migliori di individuazione e analisi.

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