Il congresso annuale di Reform UK parte con il botto. Proprio nel primo giorno della conferenza di Birmingham infatti, il partito di Nigel Farage si è visto costretto a sospendere due dei suoi dirigenti dopo che Channel4 News, giovedì sera, aveva mandato in onda un filmato nel quale i due erano stati filmati mentre discutevano come bypassare la legge elettorale vigente nel Regno Unito. Il responsabile delle strategie del partito James Orr e Dan Jukes, il principale assistente dello stesso Farage, sono caduti nella trappola dei giornalisti investigativi di Verbatim, un gruppo fondato da Centre for Climate Reporting. I giornalisti sotto copertura si sono finti potenziali sostenitori del partito, un figlio e un padre disposti a fare una donazione di 500mila sterline al partito. In una parte del video si vede un incontro a pranzo tra i due giornalisti, Farage e Jukes che discutono delle modalità del finanziamento che verrà fatto dal figlio come donatore registrato dalla Commissione elettorale anche se i soldi provengono dal padre residente all’estero e quindi ritenuto donatore inammissibile.Nello stesso filmato si vede anche Orr suggerire ai due finti supporter una donazione per finanziare dei sondaggi d’opinione a favore di Reform e in effetti un sondaggio, condotto da JL Partners, aveva conquistato molte prime pagine dei giornali nazionali poco prima delle elezioni locali in maggio, ma la fonte estera del finanziamento e il suo collegamento con il partito non era stata resa pubblica. Per questo motivo il Telegraph non aveva pubblicato l’articolo sul sondaggio, mentre il Times, che l’aveva fatto, aveva dichiarato di non essere al corrente della correlazione con Reform. In seguito alla trasmissione del video sia i LiberalDemocratici che i Laburisti hanno chiesto alla polizia di investigare se sia stata violata o no la legge elettorale. La Commissione Elettorale, dal canto suo, ha dichiarato di essere in stretto contatto con la polizia metropolitana e di «stare valutando tutte le informazioni rilevanti». Ieri in mattinata, Nigel Farage ha affermato che «il partito non ha fatto nulla di sbagliato e nessuna regola è stata violata. Non abbiamo ricevuto alcun finanziamento illegale», ha aggiunto il leader di Reform spiegando che sondaggi d’opinione vengono finanziati da fonti estere ogni giorno. Il partito tuttavia ha deciso di sospendere sia Orr che Jukes e di avviare un’indagine interna sul loro operato. «Riteniamo importante che l’inchiesta possa procedere in modo indipendente e senza pregiudizi - ha fatto sapere un portavoce - fino alla sua chiusura quindi, non ci saranno ulteriori commenti in merito». È comunque una presa di posizione netta quella decisa dal partito britannico che sembra tentare di porre una distanza tra Farage e i due dirigenti, mentre all’inizio aveva definito il filmato solo «una burla portata avanti da attivisti».Non è comunque ancora chiaro come Reform gestirà il problema di Orr e Jukes.Il presidente di Reform, Lee Anderson, ha detto a Sky News che non torneranno al loro posto. «Non vi è alcuna possibilità che questo accada - ha sottolineato Anderson - siamo un partito serio e qualche volta in politica devi prendere delle decisioni difficili». Più possibilista il vice presidente, Richard Tice, che non esclude un loro ritorno, una volta conclusa l’indagine, nel caso ne uscissero puliti. Non c’è dubbio però che quest’ultimo scandalo rinfocola un’antica polemica sull’approccio alle donazioni e ai finanziamenti del partito che già in passato è stato soggetto di indagini.
