L’Italia non sa nulla. E tende a escludere la credibilità delle minacce russe rilanciate dal Mundo. Per il ministro della Difesa Guido Crosetto la notizia «non trova alcuna conferma» e il presunto alert non sarebbe arrivato in Italia ad alcun livello, né operativo né di intelligence, diplomatico o militare. E comunque il ministro invita a non gettare «ulteriore benzina sul fuoco» in una fase internazionale già particolarmente tesa. Anche se poi Crosetto chiude con un tocco inquietante: «C’è un’altra guerra in corso, quella tecnologica e di produzione, che non devo combattere io, ma è quella che mi fa più paura, più di quella ibrida».
Sulla stessa linea e anzi con toni più sferzanti come da attitudine personale il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, secondo cui si tratta di «notizie prive di fondamento» ed è «irresponsabile» rilanciare informazioni prive di fondamento su possibili attacchi. Il leader leghista si rifà alle precisazioni del governo e dei servizi italiani, secondo i quali non esisterebbe un dossier della Cia relativo a un imminente attacco russo all’Italia. La richiesta è di mantenere «calma, sangue freddo e parole di pace». Certo, mercoledì il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva parlato di «crescenti minacce ibride della Russia» che «mettono a rischio la sicurezza europea». Ma ieri il vicepremier si è allineato a Crosetto: «Non credo che la Russia voglia attaccare l’Europa e la Nato, sarebbe un errore grave da parte loro, e sarebbero destinati alla sconfitta».
Smentite che non impediscono a Carlo Calenda, leader di Azione, di buttarla in propaganda, citando Emmanuel Macron che avrebbe riunito le opposizioni francesi in una sessione riservata e chiedendo a Crosetto di presentarsi in Parlamento per rispondere all’interrogazione sulle minacce ibride e sull’incendio della fabbrica di Colleferro. «Io mi assumo le responsabilità davanti al Parlamento ed agli italiani da quasi quattro anni ormai replica Crosetto -. Sulle minacce ibride ho pubblicato un Paper, mandato a tutti, in Italia ed Europa, quando pochi ne parlavano, il 18 novembre 2025, e trovi decine di mie dichiarazioni ufficiali in Italia ed Europa che sollecitano un lavoro comune sul tema, già nei due anni precedenti».
A Bruxelles si respira un’atmosfera prudente. La Commissione europea dice di non essere a conoscenza dell’allerta specifica relativa a Italia, Francia e Spagna. Il portavoce Thomas Regnier precisa però che le notizie rivelate dal Mundo «non sono una sorpresa»: lo spazio aereo europeo è stato ripetutamente messo alla prova e diversi Stati membri sono bersaglio di attacchi ibridi. La responsabilità operativa resta alle autorità nazionali, mentre Bruxelles può fornire sostegno agli Stati che ne abbiano necessità.
Anche Mark Rutte, segretario generale della Nato, conferma che la Russia sta intensificando le proprie attività nel settore cyber e più in generale nella guerra ibrida, anche perché Vladimir Putin è sotto crescente pressione per le conseguenze economiche della guerra in Ucraina, ma invita gli alleati a «stare calmi» e assicura che l’Alleanza pianifica e prepara le possibili risposte. Non tutte, precisa, sono pubbliche, simmetriche o necessariamente proporzionate: «Posso assicurarvi che i russi lo sanno».
Rutte cita l’intelligence danese secondo cui un attacco alla Nato sarebbe «altamente improbabile», e sostiene che ormai è più importante disporre della capacità industriale per produrre droni rapidamente che accumulare grandi scorte di modelli destinati a diventare tecnologicamente superati nel giro di sei-nove mesi. In ogni caso, sarebbe sciocco dormire su quattro guanciali: «Non dobbiamo essere ingenui».
