Teheran è pronta a colpire l’Europa, Italia compresa, se gli Stati Uniti utilizzeranno ancora le loro basi militari nei Paesi europei per condurre un attacco ai danni della Repubblica Islamica.
“Se l’America userà le sue basi in Europa, comprese quelle in Italia e Germania, missili iraniani saranno lanciati verso l’Europa”, ha dichiarato Ahmad Bakhshayesh Ardestani, deputato iraniano e membro della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Majlis, in un’intervista a Euronews. “Nelle due precedenti guerra non l’abbiamo fatto, ma questa volta non permetteremo che l’assistenza dell’Europa all’America per un attacco contro l’Iran resti senza conseguenze”, ha aggiunto.
Un secondo membro della commissione, Fada Hossein Maleki, ha sostenuto che l’Iran sta predisponendo un nuovo approccio e uno scenario per un eventuale nuovo conflitto, che a suo avviso prenderebbe di sorpresa sia Washington che i Paesi europei.
Negli ultimi giorni, Ardestani è tornato spesso sul tema di ipotetici prossimi attacchi americani nella regione. In un’intervista rilasciata il 30 ottobre scorso, ha affermato che, sebbene non siano disponibili dettagli precisi circa l’interno del famigerato complesso di Kuh-e Kolang, “i materiali nucleari primari non si trovano lì. Non c’è niente a Kuh-e Kolang”.
Il Wall Street Journal aveva precedentemente citato funzionari statunitensi e israeliani secondo i quali le informazioni raccolte da Israele indicavano il trasferimento di migliaia di centrifughe nei tunnel del sito. Si è inoltre a lungo speculato sulla possibilità che una parte delle scorte di uranio arricchito dell’Iran sia custodita proprio all’interno del complesso. Rispondendo alla probabilità di un attacco americano al sito, ha commentato: “Nelle condizioni attuali, non credo che qualcuno attaccherà lì”.
Nel mirino di Teheran, in queste ore, c’è però soprattutto la Germania. Oggi, anniversario dell’occupazione dell’ambasciata statunitense a Teheran nel 1979, in Iran viene commemorata come “il giorno della lotta contro l’arroganza globale”. In previsione delle marce commemorative, i sostenitori del governo hanno esposto uno striscione davanti all’ambasciata tedesca a Teheran con una citazione del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei: “L’Europa pagherà il prezzo del suo sostegno a Israele”. Un gesto a presumibile firma Basij.
Il quotidiano Kayhan, pubblicato sotto la supervisione di un rappresentante dell’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha scritto che la gamma di potenziali obiettivi dell’Iran non si limiterà più alle basi statunitensi in Medio Oriente e potrà estendersi fino “al cuore dell’Europa”, citando un ordine attribuito proprio alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei per una “risposta militare senza limiti geografici”.
