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Politica internazionale

L'Emilia rossa è diventata ormai la culla degli islamici

Nella regione si è sviluppata una vasta rete legata all’integralismo islamico

Modena La moschea nella città dell'attentato di El Koudri

L’attentato di matrice islamista compiuto lo scorso maggio a Modena a El Koudri è solo la punta dell’iceberg di una penetrazione più profonda e radicata dell’islam in Emilia. Con la complicità della sinistra che da sempre governa questa terra, il triangolo Bologna- Modena-Reggio Emilia è diventato la culla dell’islamismo in Italia. Tra attentati, moschee abusive, associazioni di copertura, riciclaggio, ramadan, l’islam ha messo le proprie radici sulla via Emilia dove hanno attecchito gruppi legati ad ambienti radicali. Solo negli ultimi mesi sono avvenuti numerosi arresti di figure accusate di avere legami con ambienti vicini al terrorismo islamico. Lo scorso gennaio a Bologna è stato arrestato un 36enne russo accusato di appartenere all’Emirato del Caucaso e di aver partecipato alla guerra in Siria durante il periodo di attività dell’organizzazione jihadista.

A maggio un ventiduenne di origine marocchina è stato arrestato a Reggio Emilia con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Per gli investigatori aveva dichiarato sostegno allo Stato Islamico entrando in contatto con un sostenitore di Daesh che gli avrebbe offerto addestramento e finanziamento per un attentato. A Giugno a Bologna è stato invece arrestato un sedicenne per detenzione di materiale con finalità di terrorismo e nella sua casa sono stati trovati elementi di propaganda jihadista.

L’Emilia è stata inoltre al centro dell’operazione Domino condotta il 27 dicembre 2025 dalla procura antimafia e antiterrorismo di Genova che ha portato all’arresto di Mohammad Hannoun. In un hotel a Bologna è stato arrestato Riyad Abdelrahim Jaber Albustanji, predicatore giordano residente in Norvegia e indicato come figura di riferimento nella rete europea. A Sassuolo risiedeva Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, il cinquaduenne dipendente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese e referente per il Nord-Est che, secondo gli inquirenti, aveva un importante ruolo nella raccolta dei finanziamenti al punto che sono stati sequestrati circa 560mila euro in un garage.

C’è poi il tema delle moschee abusive o delle associazioni culturali utilizzate come luoghi di preghiera o realtà di copertura per attività illecite. Lo scorso giugno Fratelli d’Italia ha presentato una serie di esposti alle Prefetture (tra cui Castel Maggiore, vicino a Bologna) chiedendo una commissione d’inchiesta regionale per mappare e controllare i centri culturali usati come luoghi di preghiera.

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