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Politica internazionale

Trump stoppa l’obbligo dell’auto elettrica voluto da Biden

Varati nuovi standard di efficienza con l’attesa di listini più bassi sui veicoli nuovi. Il presidente: “Una vittoria per i lavoratori del settore negli Stati Uniti. I costruttori Gm, Ford e Stellantis sono con me. A Detroit si produrranno le vetture che i consumatori vogliono comprare. Investiti sull’automotive durante la mia amministrazione oltre 100 miliardi”. Per i Democratici la conseguenza è di fare un grande favore alla Cina sulle tecnologie pulite e di far crescere le emissioni di CO2. Lunedì 28 settembre tutti i dettagli

President Donald Trump speaks from the first tee box prior to the Presidents Cup golf tournament final round singles matches between the USA and International teams at Medinah Country Club, Sunday, Sept. 27, 2026, in Medinah, Ill. (AP Photo/Matt Slocum)

Ne aveva parlato durante la campagna elettorale che lo ha poi portato alla Casa Bianca e ha deciso di rispettare quanto annunciato alla vigilia delle elezioni Midterm. E così Donald Trump, proprio lunedì 28 settembre, ufficializzerà i nuovi standard sul consumo di carburante che eliminano il cosiddetto mandato sui veicoli elettrici introdotto dal suo predecessore Joe Biden. L’ex presidente Usa puntava, infatti, a favorire la transizione dai veicoli alimentati a benzina a quelli elettrici, fissando nuovi standard sulle emissioni per le flotte automobilistiche dei produttori, standard volutamente difficili da rispettare senza introdurre nuovi modelli a sola batteria. Più o meno quello che sta accadendo in Europa e in fase di revisione.Il ribaltamento della situazione, secondo Trump, consentirà di “eliminare gli sprechi dalla produzione di auto negli Stati Uniti con la conseguente riduzione dei prezzi e facendo risparmiare alle famiglie migliaia di dollari su un’auto nuova, bella e sicura”. Il capo della Casa Bianca ha quindi definito come “mostri ambientali” i veicoli in produzione fino a oggi”.Trump sostiene di avere dalla sua parte i tre “big” Usa del settore: General Motors, Ford e Stellantis. “Tutte le case automobilistiche - ha sottolineato - mi hanno contattato; sotto la mia amministrazione oltre 100 miliardi di dollari sono stati investiti nel settore automobilistico americano. Ed è solo l’inizio: gli stabilimenti stanno riaprendo e i posti di lavoro stanno tornando in Michigan, Ohio, Indiana, Carolina del Sud e in tutto il nostro Paese. Lunedì 28 settembre assisterete a una grande vittoria per i lavoratori del comparto auto Usa”.La svolta, che prevede nuove normative sull’efficienza dei consumi di carburante, coincide in un momento delicato per gli utenti a stelle e strisce in quanto c’è stato un rincaro importante dei prezzi al gallone a causa della guerra con l’Iran. Il rovescio della medaglia emerso: se da una parte i nuovi standard abbasserebbero i listini dei veicoli nuovi, dall’altra farebbero salire i consumi di carburante (almeno 100 miliardi di galloni entro il 2050 per una spesa di 185 miliardi di dollari, la stima) e aumentare le emissioni di CO2 intorno al 5 per cento.Gli ex di Biden, inoltre, hanno subito lanciato l’allarme Cina, come riporta “Bloomberg”. L’abbassamento degli standard - avverte l’ex responsabile del Dipartimento dei Trasporti, Pete Buttigieg - accelererà ciò che Trump ha già cominciato a fare: consegnare il futuro delle tecnologie pulite alla Cina e costringere la popolazione a pagare di più al rifornimento”. Di parere opposto è ovviamente Trump che quantifica il risparmio sul costo medio di un nuovo automezzo in 930 dollari.“Questo nuovo standard - taglia corto Sean Duffy, segretario ai Trasporti, replicando ai contestatori - farà in modo che Detroit produca le auto che gli americani desiderano comprare, non quelle che i Democratici vogliono che Washington costruisca”.

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