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La sinistra abbocca e subito fa fuoco: "La premier mente"

Il Pd: "Chiarezza alle Camere". Ma Calenda critica l’olandese

La sinistra abbocca e subito fa fuoco: "La premier mente"
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L'automatismo è il solito. Basta che dall'estero arrivi una dichiarazione controversa e l'opposizione raccoglie l'assist per sparare ad alzo zero contro il governo, anche a costo di indossare il vestito dell'antitalianismo. E pure le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sui decolli americani a sostegno della campagna iraniana dalle basi dell'alleanza in Italia non fanno eccezione. Contano poco la smentita di Crosetto, e la precisazione di Rutte sulla natura meramente logistica dei voli. Nel centrosinistra, la gara è a chi la spara più grossa. «Parole gravissime che sbugiardano Meloni», attacca il verde Angelo Bonelli, parlando di «inganno» agli italiani, ipotizzando che le frizioni della premier con Trump fossero una «sceneggiata» e chiedendo a Meloni di riferire in Parlamento. «Crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri», ringhia il leader pentastellato Giuseppe Conte, all'attacco dell'esecutivo che «ha detto sempre sì» ai «richiami di Trump». Bontà sua, Nicola Fratoianni di Avs, pur chiedendo a Meloni di chiarire concede: «O hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore». E al gioco si unisce senza indugi anche Ilaria Salis, che a proposito delle frasi di Rutte sibila: «Altro che sovranità, l'Italia si conferma un Paese totalmente subordinato agli Stati Uniti». Un Paese, insiste Salis, «complice, anche sul piano materiale, delle loro (degli Usa, ndr) guerre illegali» e reo di «vassallaggio». Anche dal Pd, stesso concerto. Parole e musica dei presidenti dei gruppi dem di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e di Nicola Zingaretti, capo delegazione del Pd a Bruxelles. Le parole di Rutte? «Pesanti e gravi», perché «smentirebbero quanto sostenuto nelle scorse settimane in Parlamento da Giorgia Meloni». Boccia&Co., almeno, danno conto della smentita della Difesa, concludendone che «o Rutte è un bugiardo o Giorgia Meloni ha mentito al Parlamento e al Paese. A questo punto serve, con urgenza, che il presidente del Consiglio faccia chiarezza».

Non tutti però scelgono di dedicarsi al fuoco amico. Stefania Craxi e Lucio Malan, capigruppo in senato di Fi e Fdi, se la prendono con il segretario della Nato. «Parole totalmente fuorvianti, confondendo pesantemente la tipologia dei voli autorizzati», taglia corto Craxi, mentre Malan rimarca come persino «il governo degli Stati Uniti, che potrebbe avere interesse a dire che questi attacchi sono partiti dall'Italia per invogliare altri membri della Nato ad autorizzare simili missioni, è stato anzi molto chiaro nel dire che queste missioni non sono state autorizzate». E persino per Carlo Calenda il problema non è Meloni, ma Rutte.

Che per il leader di Azione «ha la spiacevole abitudine di parlare a schiovere», cioè «di dire cose con una leggerezza non ammissibile» per la carica che ricopre. Un giudizio che fotografa meglio di altri il punto focale della vicenda.

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