Come diceva Tacito: «Fanno un deserto e lo chiamano pace». Questi leader moribondi fanno ormai il caos e lo chiamano accoglienza. Siamo al capolinea di quel «Franza o Spagna, purché se magna» che stavolta banchetta con miliardi europei e sovranità svendute. Guardate Pedro Sánchez: Madrid è assediata da migliaia di clandestini, infiltrati da ogni forma di criminalità e radicalismo islamista, ma lui passeggia in costume a Lanzarote. Dall’altra parte Emmanuel Macron, il Re Sole di una Francia che brucia ogni settimana, ostaggio di banlieue trasformate in feudi islamisti fuori controllo. Per anni l’Italia è stata il «fesso» del villaggio, l’hub d’Europa per obbligo geografico e sottomissione dei governi tecnici. Ma il segnale arrivato ieri è una sberla: i veti arrivano proprio da questi due baluardi di un centrosinistra fallito. Tra un inno anti-Trump e un fango sulla Meloni, vorrebbero confini aperti a casa nostra e blindati a casa loro. La proposta che vede come apripista l’Italia del buonsenso è semplice: chi non vuole gli hub esterni si prenda i migranti, svolga il ruolo di gendarme d’Europa che hanno inflitto a noi per quindici anni e liberi finalmente il buon senso. La pazienza degli europei non è più in vendita.

Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.