L’ossessione fa brutti scherzi. E se ha per oggetto Meloni può annebbiare la vista causando una distorsione della realtà. Devono saperne qualcosa in via Cristoforo Colombo 90, sede del quotidiano Repubblica, dove l’interpretazione data all’invasione di clandestini a Ceuta e al conseguente vertice dei ministri europei è stata a dir poco surreale. «L’Ue respinge l’Italia». Sì, avete letto bene: respinge l’Italia. Eccolo il titolo della prima pagina di ieri. Una ricostruzione che cozza con i fatti. Perché, al netto delle inevitabili sfumature diplomatiche, è successo esattamente il contrario, con una larghissima maggioranza degli Stati membri che ha mostrato apertura verso l’impostazione del governo Meloni sui rimpatri, sul rafforzamento delle espulsioni e sulla creazione di hub esterni per la gestione dei migranti irregolari. Eppure, quasi fosse rinchiusa in una bolla impermeabile agli eventi che si susseguono a Bruxelles, il quotidiano fondato da Scalfari ha deciso di raccontare un’altra storia, fondata sull’ossessione anti Meloni, appunto. E ne è prova il fatto che persino due quotidiani, non certo moderati, come il Domani e il Manifesto abbiano evidenziato un progressivo spostamento dell’asse europeo verso politiche più rigorose. La sinistra italiana è andata in tilt davanti alla crisi dell’exclave spagnola e la fotografia più nitida di questo cortocircuito non è arrivata tanto dalle dichiarazioni dei leader politici quanto dalle rassegne stampa. È lì che sono emerse con chiarezza da un lato la confusione e dall’altro l’ostracismo ad accettare che gli equilibri europei sul dossier migratorio siano cambiati e abbiano preso la direzione di Roma. Il Domani, giornale di De Benedetti, ieri titolava: «L’Ue stregata da Meloni». In prima pagina. Stregata, ossia: incantata, ammaliata, affascinata. E parlava di un «Sánchez isolato», certificando la sua posizione di crescente minoranza all’interno dell’Ue. Persino il Manifesto, accompagnando il titolo con una fotografia di un poliziotto francese in tenuta anti sommossa di fronte a un migrante in mare, apriva il giornale con un eloquente: «Ce lo chiede l’Europa», aggiungendo nero su bianco che «la linea dell’Italia si afferma al vertice di emergenza». Insomma, a sinistra Repubblica dovrebbe prendere lezioni di realtà dai compagni di edicola che, seppur mossi anche loro da un’impostazione sentimental-editoriale non idilliaca nei confronti del governo quantomeno sembrano non aver perso la trebisonda giornalistica. E così, oltre alla Spagna di Sánchez, a restare isolato è proprio quel quotidiano che ha incensato e innalzato a leader della sinistra europea il premier socialista.

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