"Annullate il voto di Briatore": la denuncia del Comitato per il No

Il Comitato per il No denuncia nuove irregolarità sul voto all'estero e chiede trasparenza attraverso una lettera mandata al ministro Gentiloni

"Annullate il voto di Briatore": la denuncia del Comitato per il No

Il Comitato per il No ha scritto una lettera al ministro Gentiloni al fine di monitorare i voti all'estero del referendum, in particolar modo dopo che alcuni elettori come Flavio Briatore, Laura Serra e Mauro Prini hanno fotografato e postato sul web la propria scheda.

Viene chiesto, infatti, che questi voti siano annullati perché questo è un "comportamento che fa venir meno la segretezza del voto e può configurare il reato di voto di scambio".

"Non se ne parla più molto, ma il voto estero, oggetto di una particolare 'attenzione' da parte del governo, continua ad essere monitorato dal Comitato per il No, in considerazione del rilevante fenomeno di falsificazione delle schede emerso in modo preoccupante negli anni passati (si ricordano, ad esempio, le decine di migliaia di schede false pervenute nelle elezioni politiche del 2008)", questo quanto si legge nella lettera che il Comitato ha inviato al ministero degli Esteri chiedendo il massimo controllo sulle schede in arrivo per accertarsi che siano autentiche.

Come si legge su Huffington Post, il Comitato per il No sta facendo emergere delle irregolarità riguardo il voto all'estero e si riserva di agire attraverso i rappresentanti di lista nel controllo accureato delle schede, chiedendo anche l'aiuto dei Consolati fornendo entro venerdì prossimo tutti i dati sul numero di schede stampate, quelle inviate o quelle smarrite. SI chiede inoltre nella lettera che ogni consolato rilasci una certificazione di avvenuta distruzione di tutte le schede non utilizzate o ritornate al mittente.

Il Comitato, comunque, si riserva di portare all'attenzione della magistratura tutti i casi di irregolarità e in particolare di violazione della segretezza del voto, che, se si diffondesse in futuro, sarebbe causa di gravi violazioni delle regole nell'esercizio della democrazia.

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