Banda dell'Erasmus, tutti identificati. Si salverà lo spagnolo preso a calci

Di Puorto rischia 5 anni: la vittima migliora ma resta in coma

Madrid La Punta de San Felipe è un quartiere arroccato su una lingua di sei chilometri di cemento e scogli che chiude a uncino la baia della città di Cadice. Da una parte ci sono le abitazioni, dall'altra il porto privato e sulla punta, tra i parcheggi, un pugno di locali e discoteche della movida andalusa, dove le risse tra studenti e locali, soprattutto in estate, sono all'ordine del giorno.

Nel luglio del 2004 una lite tra ventenni lasciò per terra, senza vita, lo spagnolo di 23 anni, Francisco Gamboa. Nel luogo in cui morì il giovane, a una trentina di metri sullo stesso asfalto, all'alba di sabato scorso un fatto simile ha rischiato di ripetersi, quando uno studente napoletano Emilio Di Puorto, 29 anni, di Napoli, durante la solita rissa sponsorizzata da alcol e cocaina, ha colpito violentemente con un calcio la testa di un coetaneo spagnolo che, un attimo prima, era stato spinto a terra da un altro italiano.

Non ci sarà, comunque, un altro tragico epilogo: il ventinovenne spagnolo, benché colpito con violenza alla nuca, già in ospedale aveva ripreso conoscenza per pochi attimi, per poi essere indotto al coma farmaceutico per gli esami. Le sue condizioni sono in fase di miglioramento, e pur mancando un bollettino medico ufficiale, dall'Ospedale Puerta del Mar rassicurano che è fuori pericolo.

Intanto la Polizia di Cadice ha individuato i colleghi di Erasmus di Di Puorto: Dario Bordone, 24 anni, Luca Maicon Vinicius Bellavia, 22 e Nicola Iannetta, 21, tutti campani. Nella serata di ieri, il giudice del Tribunale di Cadice ha rimesso in libertà sotto denuncia e con il pagamento di una multa i tre «colleghi» di Erasmus. Agli agenti è bastato rivedere il video girato con un telefonino da uno dei buttafuori del Mommart per convalidare in arresto il fermo di Di Puorto che rimane in custodia nella stazione della Guardia Civil di San Fernando. Il Consolato italiano a Siviglia ha provveduto a fornire al giovane una prima assistenza legale, ma la famiglia del presunto accusato ha già nominato un avvocato di Cadice. Per lesioni gravi, il codice penale spagnolo prevede dai sei mesi ai cinque anni.

La vicenda, sostenuta dalle brutali immagini con la patada brutal è caduta un po' in sordina nel caos delle elezioni comunali. L'amministrazione uscente di Cadice conosce da tempo il problema della violenza in quella zona di divertimento, dove droghe e chupitos di vodka sono quasi regalati (tre bicchierini per cinque euro) e sono il carburante cattivo per finire male la serata. Non si cercano più nemmeno le cause, basta uno spintone, uno sguardo di troppo alla fidanzata, e volano le mani. Come in tutta la costa mediterranea spagnola, da Barcellona a Malaga, passando per gli epicentri di Lloret de Mar in Catalogna e Megaluf a Maiorca.

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