Il business dell'immigrazione non è certo una novità che scopriamo oggi. Il fatto che gli scafisti si arricchiscano grazie al traffico illegale di extracomunitari è cosa nota, ma l'elemento nuovo risiede nei diversi protagonisti di questo sistema, così come nelle tariffe che variano in base alla tratta, al pacchetto che si sceglie e ai soggetti coinvolti. Ecco, quindi, che partendo dall'ultimo sbarco, quello di lunedì notte, in cui diversi migranti sono arrivati a Lampedusa dalla Libia, il giro di trafficanti ha proposto la tratta a circa 4mila euro. Gli stessi che poi hanno condiviso i video che i "clienti" hanno girato direttamente dalla barca: "Eravamo in Libia e ora siamo qui in mezzo al mare, stiamo per arrivare se Dio vuole", dice uno di loro, mentre un altro, sorridendo, aggiunge "Sì andiamo in Italia sì, sì esatto". Ma c'è anche chi prova a rilanciare al ribasso, e chi, invece, propone tariffe a cui vanno aggiunti pacchetti da circa 6mila euro necessari per avere al momento dell'accoglienza il secondo step dell'attività illecita, ovvero i documenti utili alla permanenza in Italia. Una cifra che conta i prezzi richiesti dai diversi partner: circa 5mila euro sono per il datore compiacente, che fa al migrante un fittizio contratto di lavoro, mille sono per l'organizzazione e il completamento delle pratiche burocratiche, destinati quindi ad avvocato e caf, mentre 500 vanno all'intermediario straniero, figura necessaria al procacciamento di un numero sempre maggiore di clienti.
Ma il viaggio verso l'Italia è solo una parte del tragitto (e delle spese) che i migranti compiono per entrare illegalmente in Europa, perché prima attraversano numerosi altri Paesi senza permesso, un ulteriore "servizio" messo a punto dai trafficanti. Vengono organizzate carovane di migranti spesso provenienti da diversi Paesi, che si uniscono man mano verso la destinazione finale sulla costa, che solitamente comprendono l'Algeria, la Tunisia e la Libia per le partenze verso l'Italia, oppure il Marocco e la Mauritania per quelle verso la Spagna. Sono viaggi che vengono compiuti a piedi tra le foreste o con mezzi meccanici attraverso i deserti: spesso i migranti vengono caricati a bordo di grandi camion per lunghe tratte e, ovviamente, anche questo ha un prezzo. Nelle chat in cui Il Giornale si è infiltrato è emerso che il passaggio dalla città di Douala (in Camerun) all'Algeria ha un costo di 40mila franchi Cfa, che corrispondono a poco meno di 560 euro, ovviamente "trattabili" come suggerisce l'annuncio. Un altro trafficante propone la stessa tratta a 490 euro con fermata a Tamanrasset, città di frontiera nel deserto algerino, oppure a 550 euro se si arriva ad Algeri o Orano. Nell'offerta, specificano, sono inclusi anche i pasti. Dal Camerun alla Tunisia, invece, un convoglio diretto costa 990 euro. L'imbarco con le grandi piroghe in direzione della Spagna dalla Mauritania si aggira sui 530 euro, con uno dei trafficanti che abbiamo incrociato nelle chat: è un viaggio che viene definito "infernale" e con una durata di 5 giorni circa. Diverso è il discorso per il Marocco, perché le barche che partono da qui impiegano poche ore, secondo gli organizzatori dei convogli, e il viaggio ha un costo di 760 euro: ovviamente chiedono più soldi per la "sicurezza", vista la brevità della traversata.
Nel frattempo dalle pagine dei trafficanti rimbalzano le notizie sulle Ong, su quelle che si
trovano in mare e su quelle che, invece, dopo aver effettuato i recuperi, vengono destinate ai porti italiani, come la nave di Open Arms, con 85 persone a bordo, che è diretta a Livorno, dove arriverà la settimana prossima.