Leggi il settimanale

Cgil, anarchici, pro Pal e islamici: la santa alleanza del No

La nuova intesa tra estremisti segna il primo risultato positivo. La rivendicazione dei musulmani: "È una vittoria per Gaza". E i Carc mettono la premier a testa in giù

Cgil, anarchici, pro Pal e islamici: la santa alleanza del No
00:00 00:00

Il fronte del No gioca tutte le carte. Senza limiti. E alla fine porta a casa la vittoria al referendum sulla giustizia. Islamici, rivoluzionari, Generazione Gaza, patronati all'estero, centri sociali: è un'armata che mescola estremismo, fanatismo islamico e pulsioni brigatiste. La Cgil si mobilita con sedi e patronati.

Il campo largo politico rivendica il successo politico. Ma a pesare sul verdetto è il voto che arriva dalle frange radicali con cui ora Schlein e Conte dovranno fare i conti. Appena l'esito elettorale diventa chiaro, ecco che Potere al Popolo mette il proprio timbro sul No: "È stata una vittoria della Generazione Gaza, che dopo anni di mobilitazione di piazza ha iniziato a prendere parola e irrompere anche nelle urne". Il messaggio è chiaro. Le piazze vogliono un posto al tavolo del campo largo. Sono quelle piazze Pro-Pal che assaltano giornali e forze dell'ordine. Il progetto politico di Potere al Popolo è spiegato qualche riga dopo: "Il risultato ci consegna la grande sfida di trasformare i Comitati per il No sociale in centri di resistenza e aggregazione contro il Governo Meloni". Nella chiamata alle armi, i Carc, movimento politico che richiama alla lotta armata degli anni di piombo e fondato da Giuseppe Maj, un vecchio militante della sinistra extraparlamentare, non nascondevano i propri piani: "I Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (Carc) invitano a votare in massa no al Referendum. Non entriamo nel merito della riforma ma votare no è necessario per dare una spallata al governo". Allegato al proclama, la foto del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a testa in giù.

Il fronte del No si allarga poi all'universo dei centri sociali. Ieri subito dopo la vittoria sui social spuntano i primi appelli alla piazza. A incendiare il clima fino alle politiche. I centri sociali più duri, Askatasuna, Magazzino 47, SpinTime, hanno fatto campagna elettorale. A Brescia, al centro sociale Magazzino 47, molto famoso per manifestazioni agitate, ha ospitato il magistrato Luciano Ambrosoli, schierato per il No. Allo Spin Time di Roma hanno fatto capolinea Landini, Bersani e Speranza. Una spinta decisiva al fronte del No arriva dal voto estero. Qui è necessario partire dai dati. Per la prima volta l'affluenza all'estero sfiora il 30% con 1 milione e 565 mila italiani che hanno spedito per posta il proprio voto. Il risultato del No è stato importante. Un ruolo decisivo l'ha svolto l'apparato Cgil con i suoi patronati Inca. Strutture che spesso sono finite sotto i riflettori della Procura. La Cgil dispone 96 sedi operative nel mondo, presente in 26 Paesi con oltre 300 punti di assistenza per gli italiani all'estero. Il patronato Cgil-Inca è un punto di riferimento per gli italiani all'estero per le pratiche fiscali e previdenziali. La macchina di Landini si è mossa bene, drenando voti alla battaglia del No. La tornata referendaria sancisce il battesimo in una competizione nazionale degli islamici. La comunità islamica con cittadinanza italiana rappresenta un bacino elettorale significativo, stimato in oltre 700.000. Mancava qualcuno che trasformasse il referendum sulla giustizia in una guerra santa. La chiamata è arrivata a meno di due settimane dal voto. A lanciare l'appello alla compattezza per il "no" è Roberto Hamza Piccardo, figura apicale dell'islam italiano e uomo capace di spostare equilibri non trascurabili.

Subito dopo è arrivata la voce del predicatore di Torino Brahim Baya: "Tutti uniti per il No". Questi sono i "nuovi compagni" che da oggi, giustamente, rivendicheranno il diritto a far parte dell'alleanza del campo largo. Ne hanno tutti i titoli.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica