Adesso il virus ebola inizia a far davvero paura. In Africa, ma non solo. La situazione più complicata è in Congo, da dove è partita l'epidemia, e in Uganda dove si registrano numerosi casi e diversi decessi ma l'allarme adesso riguarda almeno 10 Paesi con gli stati Uniti che hanno già messo in atto misure severe per chi arriva dall'Africa.
Sono almeno cinque nuovi casi confermati in Uganda, secondo le autorità sanitarie del Paese confinante con la Repubblica Democratica del Congo, dove l'epidemia è già arrivata a un livello di rischio "molto elevato" per la salute pubblica secondo l'Oms. Uno dei 5 ricoverati, 59 anni, è morto in ospedale. In Congo 3 volontari della Croce rossa sono morti dopo avere contratto il virus mentre erano in servizio nel territorio di Djugu, nella provincia di Ituri. "Si ritiene che abbiano contratto il virus Ebola mentre erano in servizio, durante lo svolgimento di attività di gestione dei cadaveri il 27 marzo nell'ambito di una missione umanitaria non correlata all'Ebola. Al momento dell'intervento, la comunità non era a conoscenza dell'epidemia di Ebola e l'epidemia non era ancora stata identificata" ha riferito la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Se si confermasse dunque che i prodromi dell'epidemia sono identificabili già a marzo, allora la situazione sarebbe ancora più esplosiva.
Dopo che ieri alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme un ospedale da campo allestito in Congo, le autorità della provincia di Ituri, hanno vietato veglie funebri e assembramenti di più di 50 persone per cercare di frenare l'epidemia con almeno 82 casi confermati e 7 decessi finora anche sei i casi sospetti sono almeno 750 ma potrebbe essere molti di più. Basti pensare che nella sola provincia di Ituri quasi un milione di persone sono state sfollate a causa dei conflitti.
Le conseguenze dell'epidemia non sono solo dirette sulla salute delle persone. Le autorità statunitensi hanno proibito a un aereo dell'Air France partito da Parigi di atterrare a Detroit perché a bordo c'era un passeggero di nazionalità congolese che di recente era stato nel Paese africano. L'aereo è stato dirottato a Montreal, in Canada, dove l'uomo è stato fatto sbarcare e sottoposto a controlli approfonditi. Le nuove regole sanitarie americane, vietano l'ingresso ai cittadini non statunitensi che sono stati nella Repubblica democratica del Congo, nel Sud Sudan o in Uganda negli ultimi 21 giorni. I cittadini statunitensi possono invece entrare, almeno per il momento, ma soltanto ma soltanto sbarcando all'aeroporto di Washington-Dulles. E proprio negli Stati Uniti, oltre che in Canada e Messico, si terranno i prossimi mondiali di calcio a cui la nazionale della Repubblica Democratica del Congo, al contrario dell'Italia, si è qualificata. Ai calciatori, che al momento si stanno allenando in Belgio, è stato imposto un periodo di autoisolamento di 21 giorni prima di poter entrare negli Usa.
"Altrimenti non entreranno", ha detto Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per i Mondiali, facendo tornare d'attualità le speculazioni su un possibile ripescaggio dell'Italia in caso di esclusione del Congo per ragioni sanitarie.