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Il vero soldato di Israele non è questa caricatura

Nessun esercito "cristiano" è deciso come ebrei e cristiani libanesi, insieme, a liberarsi degli Hezbollah

Il vero soldato di Israele non è questa caricatura
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No problem: prendi una guerra di sopravvivenza e la definisci genocidio; vedi una popolazione del terzo mondo in guerra, sottomessa da una cricca di terroristi che la ricatta rubandole il cibo e dici carestia voluta da Israele; i cittadini muoiono in guerra perché nei tunnel si rifugiano i boss di Hamas e si imprigionano i rapiti e dici strage di civili; si va in guerra contro un Paese che pianifica il tuo sterminio atomico e contro un esercito che assedia il confine e sei guerrafondaio e imperialista, vuoi annettere il Libano... Va bene, adesso un soldato idiota cosa dimostra? Che gli ebrei sfregiano la statua di Gesù perché perseguitano i cristiani. Fantastico. Ma siamo abituati: già monsignor Pizzaballa ha accusato Israele di discriminazioni, l'unico Paese in cui i cristiani sono liberi, eguali e anche cresciuti in numero; e peccato che in Libano la minoranza maronita è stata sostenuta contro le persecuzioni arabe nel 1982 e un anno fa i cristiani in Siria sono stati salvati dall'esercito israeliano.

Nessun esercito "cristiano" è deciso come ebrei e cristiani libanesi, insieme, a liberarsi degli Hezbollah. A me non fa effetto monsignor Paglia che ripropone l'idea antica pre Giovanni XXIII del deicidio, è la più adatta a incastrarsi nel mosaico di balle attuale. Netanyahu si è detto "stupefatto" e "rattristato", un'indagine criminale darà presto risultati. Basta? Non per chi vuol vedere i soldati israeliani criminalizzati. È facile, basta seguire la scia: l'ignoranza di cui dà prova chi immagina che Israele si definisca come colonialista, razzista e genocida, in particolare i soldati. Quell'unico soldato iconoclasta, un vero idiota isolato, è già diventato un simbolo di ciò che si vuol credere: i soldati israeliani sono cattivi.

Nei giorni scorsi c'è stato un fotomontaggio fasullo che voleva dimostrare la stessa cosa. Stavolta la foto del cretino è vera, la leggenda odiosa costruita intorno a lui occupa l'orizzonte della ricorrenza che si svolge da ieri: la memoria dei soldati caduti in guerra. Genitori, nonni, fratelli, fidanzati, figli, raccontano la vita dei caduti. Si ricordano le biografie di questi giovani: c'è amore, arte, pazienza, cultura, volontariato, scienza. E molto valore e amore per il Paese. Sono eroi, i cui nomi non ispirano una sola parola di vendetta, al contrario il sacrificio indica sempre la speranza di pace. Solo qui. Vieni a sapere come quelle facce disegnassero aspirazioni, valori, grandi amori, e capisci quanto fossero consapevoli di rischiare la vita per salvare quella di chi amavano. Questo impari. Quel soldato che ha spaccato il Cristo è un cretino e forse un violento, non rappresenta proprio nulla, e sarà condannato.

La maggioranza vive senza lamentarsi l'obbligo del sacrificio, di un altruismo sconosciuto nel mondo che non sa cos'è il pericolo di vita incessante. Le scuse le deve porgere solo il cretino violento. E anche quei cretini violenti che ne fanno un uso antisemita.

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