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È il giorno di Burnham: per il premier Labour una squadra semi-nuova

Elemento di novità dato per certo dai media britannici è il nome di Lucy Powell, attuale vice leader del partito e stretta alleata di Burnham, che potrebbe essere nominata vicepremier e ministra dell'Istruzione

È il giorno di Burnham: per il premier Labour una squadra semi-nuova
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Il portone del n. 10 di Downing Street oggi accoglie ufficialmente il suo nuovo inquilino, il settimo in appena dieci anni. L'ascesa di Andy Burnham alla carica di primo ministro del Regno Unito è stata quasi un trionfo annunciato fin dal disastroso risultato raccolto dai laburisti alle ultime elezioni locali.

Ma l'ex sindaco di Greater Manchester, gradito all'ala sinistra del Labour e notevolmente più carismatico del compagno di partito Keir Starmer, sembra non voler inaugurare un netto cambio di rotta rispetto al suo predecessore. Almeno per quanto riguarda la squadra di governo. Elemento di novità dato per certo dai media britannici è il nome di Lucy Powell, attuale vice leader del partito e stretta alleata di Burnham, che potrebbe essere nominata vicepremier e ministra dell'Istruzione.

Ma per quanto riguarda le caselle decisive degli esteri e dell'economia, il "Re del Nord" sembra orientato a scegliere personaggi del precedente governo che possano tranquillizzare i mercati e piacere anche alla "destra" del partito. Da qui l'ipotesi di Shabana Mahmood, già ministra dell'Interno con Starmer e sostenitrice della linea dura nel contrasto all'immigrazione clandestina, che potrebbe diventare il nuovo Cancelliere dello Scacchiere (ovvero il titolare dell'Economia). Altro nome di peso è quello di Ed Milliband, già ministro per l'Energia, che assumerebbe la guida del Foreign Office (il ministero degli esteri britannico, ndr).

La scelta di non affidare la gestione delle finanze del Paese a Milliband sembra essere dettata dalla necessità di avere un personaggio che sia gradito alla City, la quale appunto non aveva alcuna stima per l'ex ministro dell'Energia che la stampa conservatrice aveva soprannominato "Ed il Rosso". Una sua nomina ai vertici della diplomazia britannica sembra invece prospettare una politica estera che viaggia su due binari paralleli. Da una parte assicurare il sostegno di Londra all'Ucraina, gestire le turbolente ma necessarie relazioni con gli Stati Uniti di Donald Trump e riallacciare i rapporti con l'Unione Europea.

Dall'altra parte, Milliband potrebbe portare avanti la promessa di Burnham di una posizione più assertiva del Regno Unito rispetto a Starmer nei confronti di Israele sul tema della Palestina. In attesa dei nomi definitivi, resta da vedere se Burnham porterà per davvero una rivoluzione a Londra.

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