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Politica

La guerra leghista in Senato: "Conte sei solo un traditore"

Dal caso Bibbiano al no alle elezioni, smascherata tutta l'ipocrisia del premier. Monta la protesta: fiducia non scontata

Lapsus, urla e l'aiuto di tre senatori a vita

"Bibbiano, Bibbiano", "Tra-di-to-re", "Di-gni-tà". Dopo le tensioni alla Camera, la protesta dell'opposizione per la scelta di Mattarella di non rimandare gli italiani al voto si sposta al Senato, chiamato oggi a confermare la fiducia al Conte bis già data ieri dall'Aula di Montecitorio.

Una vera e propria "guerra" promessa e messa in atto dalla Lega al nuovo (vecchio) premier, accolto a Palazzo Madama tra i cori e le contestazioni dei senatori del Carroccio. E anche da cartelli e magliette che gli ricordano gli scandali che hanno coinvolto il Pd e le accuse che prima i 5 Stelle rivolgevano agli stessi dem con cui ora governano.

“Bibbiano, Bibbiano”, il coro della Lega in Aula al Senato il giorno della fiducia al Governo (Agenzia Vista)

Cori continuati anche quando ha preso la parola il senatore del Partito democratico, Dario Stefano, costretto a chiedere l'inrervento dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. "Ricordo che ieri in capigruppo ogni gruppo si è autodeterminato nei tempi e avevo anche preavvertito che allo scadere del tempo avrei tolto il microfono", ha ricordato però lei chiedendo allo stesso Stefano di non sforare, "Non diamo il via a polemiche inutili". Dopo varie insistenze la Casellati ha detto a Stefano: "Sta esagerando". Sono così partiti nuovi cori della Lega: "Elezioni, elezioni", hanno scandito i senatori, mentre qualcuno gridava anche "Venduto". La presidente del Senato ha poi riportato l'ordine in Aula.

Salvini arriva in Aula al Senato accolto da applausi e cori: "Capitano, capitano!" (Agenzia Vista)

Dai banchi della Lega sono partiti invece applausi e ovazioni quando in Aula è arrivato Matteo Salvini. L'ex vicepremier terrà il suo intervento alle 14,30. Durante il duro attacco del senatore leghista, Stefano Candiani, al premier Giuseppe Conte, però, il leader del Carroccio ha tenuto la testa china sui suoi appunti. "Spocchia e tracotanza", "garante dell'establishment", "dovevate aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e ora siete il tonno chiuso nella scatola", scandiva intanto Candiani.

Tensioni anche quando la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni si è tolta la giacca e ha mostrato una maglietta contro il Pd sui fatti di Bibbiano, suscitando gli applausi dei colleghi leghisti e la sospensione dell'Aula.

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