Pietro Tatarella, Maurizio Lupi, Silvia Sardone e Matteo Perego di Cremnago. Con buona probabilità, il candidato sindaco del centrodestra a Milano uscirà da questa rosa di nomi. In queste ultime ore, infatti, la strada per una candidatura civica si è ristretta. Le forze politiche sono orientate a pescare da uno dei quattro partiti che compongono la coalizione: Fdi, Lega, Forza Italia o Noi Moderati.
Anche l’ex ministro del Turismo Daniela Santanchè ha certificato la situazione: “Dopo tante inutili chiacchiere, nonostante tanti apprezzabili disponibilità di esponenti della società civile su cui soprattutto Forza Italia insisteva, a Milano si va verso una scelta di candidare un politico da scegliere in un poker di nomi tutti con la necessaria esperienza politica oltre che con riconosciute qualità”. Il centrodestra prova così ad accelerare, mentre il “campo largo” è incagliato tra la disponibilità di Mario Calabresi (che non convince la Schlein) e quella di Pierfrancesco Majorino, che rappresenterebbe meglio il nuovo corso della segretaria, tutto tagliato sui nuovi diritti.
Il nome del centrodestra, che cerca di giocare d’anticipo, emergerà entro settembre. Il “campo largo”, con buone probabilità, dovrà passare anche per le primarie. Lo stesso scenario è previsto per la scelta del candidato premier del centrosinistra alle Politiche del 2027. Certo della candidatura a sindaco di Milano, infine, è Carmelo Burgio, il generale individuato da Roberto Vannacci e Futuro nazionale.
