Guerriglia a Tor Sapienza Cittadini esasperati da degrado e immigrati

Furti, scippi e rapine: il quartiere di Roma si trasforma in una banlieue Centro di accoglienza assaltato, il Comune latita e la Procura indaga

Guerriglia a Tor Sapienza Cittadini esasperati da degrado e immigrati

Q uando cala il buio arriva la paura tra questi palazzoni di cemento tutti uguali. I lampioni delle strade sono spenti. Dicono che prima di questi giorni di guerriglia urbana a Tor Sapienza non si vedesse una pattuglia. Ora la polizia c'è e pure tanta.

Perché si sa che appena sarà notte la caccia all'immigrato riprenderà. E allora di nuovo saranno cassonetti bruciati, vetri rotti, sassaiole, bombe carta, oggetti che volano dalle finestre delle case vicine. Scenari da banlieue parigine alla periferia sud-est della Capitale, zona ad alta concentrazione di campi nomadi e centri di accoglienza di immigrati di cui il sindaco Ignazio Marino si ricorda solo ora. Uno di questi centri, quello di via Giorgio Morandi, da tre giorni è sotto assedio. La gente è esasperata per il degrado del quartiere e per l'illegalità diffusa che dopo una certa ora costringe i cittadini al coprifuoco. Scippi, furti, rapine e aggressioni sono all'ordine del giorno. C'è paura e insofferenza, ma anche il concreto rischio che la situazione possa essere strumentalizzata. Come sospetta la Procura di Roma, che ha aperto un'inchiesta per capire se dietro agli scontri ci sia una precisa regia.

«Stasera vi ammazziamo tutti», grida una donna al volante di una macchina passando davanti al centro per i rifugiati. «Questo è solo l'inizio, siamo pronti ad andare avanti a farci giustizia da soli. Non ci fermeremo fino a quando tutti gli immigrati avranno lasciato il quartiere», dice un altro abitante. Il bar della via, a pochi metri dalla struttura di accoglienza, sembra essere diventato il quartier generale dei più violenti, di quelli che erano in strada martedì sera a volto coperto, con i bastoni, spalleggiati da qualche residente, quando sono volate le bombe carta e la polizia ha dovuto caricare i manifestanti che stavano assalendo il centro con gli stranieri barricati dentro terrorizzati. «Non ne possiamo più - racconta un giovane al bar - e non è vero che lo stiamo facendo per proteggere la zona dagli spacciatori stranieri. Noi vogliamo soltanto che le nostre donne e i nostri bambini non siano costretti a rintanarsi in casa dopo le cinque perché hanno paura. Non siamo razzisti, non abbiamo nulla contro gli stranieri che si sono integrati, altrimenti non avremmo permesso ai romeni di occupare le palazzine qui di fronte». Ce l'hanno proprio con gli ospiti del centro di via Morandi, una settantina di nord africani e qualche afghano. Anche se gli autori del tentativo di violenza subìto da una ragazza qualche giorno fa, quello che ha fatto scoppiare la scintilla, erano dell'est come ha raccontato la stessa Ambra, la giovane mamma scampata allo stupro grazie al suo cane che stava portando a passeggio.

A Tor Sapienza ci sono gli esaltati, che ieri già pensavano a quello che avrebbero fatto con il buio al grido di «bruciamo tutti i negri», come le notti scorse, e che attribuiscono tutti i mali della zona ai rifugiati del centro, che sta lì da sei anni anche se loro ne sono accorti solo ora. E ci sono gli abitanti che protestano perché sono stanchi del degrado in cui sono costretti a vivere: «Noi del quartiere siamo contro la violenza, vorremmo solo poter vivere decentemente», dice un uomo. Sono d'accordo con lui altre due signore: «I facinorosi stanno approfittando della situazione - raccontano - c'è una strumentalizzazione che noi non vogliamo». Poi ci sono loro, i rifugiati, giovani che hanno affrontato viaggi terribili per scappare dalle bombe e che ora hanno paura, vivono barricati, non capiscono il perché di tanto odio. «Ci vogliono morti», dice un'operatrice. Un minorenne è stato aggredito martedì da un gruppo di italiani, ieri è toccato ad un altro. Molti se ne vorrebbero andare, due sono stati già trasferiti. Ora, finalmente, arriverà anche Marino, che ha già promesso agli abitanti di spostare il centro nel giro di una settimana. Poi a Tor Sapienza si farà vedere il leader leghista Matteo Salvini, come sempre paladino della protesta.

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