Donald Trump annuncia che l'Iran ha accettato di tenere nuovi colloqui a Doha dopo gli attacchi del fine settimana nello Stretto di Hormuz, che hanno minacciato di far collassare definitivamente il cessate il fuoco volto a mantenere aperta la cruciale via marittima e a spianare la strada ai negoziati di pace. In un breve messaggio su Truth, il presidente americano ha affermato che gli incontri si svolgeranno oggi nella capitale del Qatar (Paese che ha svolto un ruolo chiave nella mediazione insieme al Pakistan) mentre i media statunitensi hanno riferito che le parti hanno concordato di sospendere le ostilità. La Repubblica islamica, tuttavia, ha smentito la notizia: "Non sono previsti incontri tecnici dei gruppi di lavoro per questa settimana", ha tagliato corto il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, tuttavia, ha detto a Fox News che i due inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, saranno a Doha in settimana per incontri di alto livello. Il comandante in capo "si riserva il diritto di ricorrere all'opzione militare, se necessario", ha aggiunto Leavitt mettendo in evidenza che per "l'Iran sarebbe meglio siglare un buon accordo con gli Stati Uniti". Mentre Axios ha confermato che Witkoff e Kushner sono andati a Doha ieri e incontreranno oggi il premier del Qatar e altri funzionari, e mercoledì i tecnici di Iran e Stati Uniti si vedranno separatamente con i mediatori del Qatar e del Pakistan. Un diplomatico statunitense ha rivelato anche che "sono stati attivati canali di comunicazione per la de-escalation di eventuali incidenti".
L'annuncio di Trump sul nuovo incontro è arrivato dopo che l'Iran ha tenuto i suoi primi colloqui con l'Oman sulla gestione di Hormuz dalla firma del memorandum d'intesa, e dopo che Washington e Teheran hanno concordato di interrompere gli attacchi. "Nel corso di una visita a Muscat si è svolta la prima riunione del Comitato congiunto per Hormuz", ha fatto sapere su X Gharibabadi, che si è poi rivolto a Emmanuel Macron, ricordandogli che lo sminamento "sarà effettuato esclusivamente dall'Iran e da nessun altro Paese", dopo che il presidente francese si era offerto di collaborare. La rotta marittima comprende acque territoriali omanite e iraniane, ma secondo il diritto internazionale consuetudinario i due Paesi non possono generalmente bloccare il passaggio né imporre pedaggi. Trump, da parte sua, ha ripetuto ancora che l'Iran "non avrà mai l'arma nucleare", oltre a lodare i suoi sondaggi e il calo dei prezzi del petrolio e della benzina. "Il petrolio Wti: 69 dollari e in calo. È un livello inferiore a quello prima dell'avvio del processo di denuclearizzazione dell'Iran", ha scritto su Truth.
Intanto, ieri pomeriggio, il segretario di stato Marco Rubio e Witkoff hanno informato il Congresso Usa sui colloqui di pace: come ha spiegato il sito Politico, i due sono i primi funzionari dell'amministrazione americana a dare aggiornamenti ad un ampio gruppo di parlamentari dalla firma del memorandum d'intesa concluso 11 giorni fa. Si tratta di una comunicazione non classificata, ma è probabile che i parlamentari richiedano ulteriori dettagli, condivisibili solo in sedi riservate. Secondo il board editoriale del Wall Street Journal, comunque, Teheran sta vincendo la battaglia di Hormuz, sottolineando che il "regime sta mettendo il presidente davanti a una scelta.
Abbandonare lo Stretto a Teheran o combattere per difenderlo e riaprirlo con forza". La Repubblica islamica, ha osservato il quotidiano, sta mostrando i muscoli e non sembra impressionata dai raid americani perché ritiene che Trump non tornerà alla guerra prima delle elezioni di metà mandato.