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I timori dei big grillini e l'imbarazzo dei militanti

"La sua ambizione? Il primo premier di sinistra eletto dai tempi di Prodi"

I timori dei big grillini e l'imbarazzo dei militanti
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Più che entrare nel merito del pranzo romano tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli, nel M5s si minimizza, sottolineando - anzi - la ritrovata "centralità mediatica" dell'ex premier. Protagonismo che sarebbe stato conquistato dal leader pentastellato a scapito di Elly Schlein. Insomma, anche la rivelazione di Libero sull'incontro tra l'avvocato di Volturara Appula e l'inviato speciale di Donald Trump, diventa un altro capitolo del romanzo delle primarie del campo largo. Ma, a fare paura, all'interno della truppa del Movimento, è più che altro la lotteria delle liste per le prossime politiche, tra big ricandidabili e deroghe ad hoc in capo a Conte. Meccanismi in grado di rendere difficile la ricandidatura per molti degli abitanti stellati dei Palazzi di Montecitorio e Palazzo Madama. In un Transatlantico già semideserto, in attesa del weekend pasquale, i Cinque Stelle sono sospesi tra l'entusiasmo per la corsa di Conte verso le primarie del centrosinistra e la preoccupazione per la loro sorte nella prossima legislatura. Per quanto riguarda il meeting tra l'ex premier e Zampolli, l'imbarazzo viene smorzato con la sottolineatura del fatto che "è stato Zampolli a invitare Conte, unico leader dell'opposizione, e non viceversa". E ancora, spiega un pentastellato, "Conte lo ha incontrato e gli ha spiegato qual è la nostra linea di politica estera". E, dunque, il tentativo è quello di provare a ribaltare la narrazione. Non incoerenza tra parole e fatti, bensì, appunto, "centralità" dell'ex presidente del Consiglio rispetto agli altri leader del campo largo. Schlein in primis.

Se dentro il Movimento si minimizza e si cerca di pilotare l'imbarazzo, fuori dai gruppi parlamentari e dalla war room di Campo Marzio, le considerazioni sull'atteggiamento di Conte si fanno più esplicite. "Conte ha il pallino di tornare assolutamente a Palazzo Chigi e si sta accreditando già anche con Washington, vuole far vedere a Schlein che lui sa come si fa", sussurra un ex di peso, che conosce bene l'ex avvocato del popolo italiano. Ma l'ambizione di guidare il campo largo, e poi il Paese, non viene nascosta nemmeno dai parlamentari. "Conte vuole essere il primo premier del centrosinistra dai tempi di Prodi ad andare a Palazzo Chigi forte del consenso degli elettori, perciò ora spinge sulle primarie e poi vuole battere Meloni alle elezioni", racconta un deputato. Da qui l'attivismo. Tra il libro in uscita, i talk show e i contatti Oltreoceano.

Tra le seconde file del Parlamento, però, la preoccupazione è più incentrata su come Conte metterà mano alle liste delle politiche. Fanno paura i volti storici che scenderanno in campo grazie al terzo mandato e si temono le deroghe che Conte concederà ai "meritevoli". Zampolli o no, tanti resteranno fuori.

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