"Il tempismo di questa assemblea è perfetto: la parola d'ordine è rassicurare". All'assemblea annuale dei soci di AmCham (la Camera di Commercio americana in Italia), la sintesi migliore è quella di Carlo Fidanza. Invitato ieri all'evento milanese, il Capogruppo dei Fdi al Parlamento Europeo ha capito che il dovere della politica nei confronti delle imprese preoccupate da dazi, Hormuz e ora anche dallo scontro Trump-Meloni - è quello di smussare ogni angolo e passare oltre. "Dobbiamo guardare avanti ha detto - e i dati ci dicono che questa alleanza, tra Italia e Stati Uniti, non finirà mai. L'export italiano è al quarto posto mondiale, superando il Giappone, grazie alle esportazioni negli Usa, nonostante i dazi: Il merito è delle aziende che voi rappresentate". Parole che, dette da un fedelissimo della premer come lui, assumono il significato di tranquillizzare la platea composta dalle multinazionali che più partecipano alle relazioni commerciali tra Usa e Italia. E la platea la più indicata per misurare la tenuta delle reali relazioni atlantiche ha apprezzato.
Tanto che tra i presenti sembrava che l'incidente Trump-Meloni non fosse nemmeno accaduto. Piuttosto "speriamo che la pace Iran-Usa duri e si torni a passare da Hormuz come prima": il leitmotiv era questo, da imprenditori e manager soci di un'istituzione che esiste dal 1906, anno di fondazione di AmCham. Come ha detto il suo presidente Stefano Lucchini, ieri confermato al vertice, "queste 111 assemblee annuali sono la prova di una solida e duratura amicizia, tra persone e istituzioni, che hanno creduto nel legame Italia-Usa". Come a dire che, dopo 21 inquilini passati dalla Casa Bianca e oltre 60 presidenti del Consiglio a Roma, il legame è ormai indissolubile e prescinde dalla politica: "L'amicizia non è in discussione, né lo sarà. Non è un augurio, è una certezza", ha detto Lucchini. Aggiungendo qualche numero: 3.350 imprese americane in Italia, che generano 334.000 posti di lavoro. E 5.950 aziende italiane negli Usa, che impiegano 300.000 americani. E poi l'export: "Quello verso gli Stati Uniti ha detto il direttore generale di AmCham, Simone Crolla - è aumentato nonostante dazi e politiche di reshoring: abbiamo un interscambio commerciale che supera i 110 miliardi di dollari, con investimenti diretti sempre più importanti".
Dopodiché "il 2025 è stato un anno record e nel 2026 un po' di contrazione ci sarà, ma il numero aggregato sarà comunque superiore a quello degli anni precedenti". E non sarà colpa di Trump e Meloni: "Hanno caratteri forti e come sempre anche i migliori amici litigano. Non ci vedo disegni politici strani".