Lione, pacco bomba in centro Caccia all'uomo in bicicletta

Nessuna vittima, 13 feriti. Indaga l'antiterrorismo Macron parla di attacco ma «è presto per fare bilanci»

Francesco De Remigis

Una via stretta e una folla da colpire in pieno giorno. Poi la caccia all'uomo per «l'attacco» che ieri ha sconvolto la zona pedonale di Lione ferendo almeno 13 persone, tra cui una bimba di 8 anni, facendo rimpiombare la Francia nell'incubo del terrorismo. «C'era fumo e la gente era coperta di polvere bianca», racconta un abitante poco dopo l'esplosione davanti a Brioche Dorée, la panetteria al 15 rue Victor Hugo. Pieno centro cittadino. «Ero nella zona pedonale a dieci metri dalla boulangerie quando ho sentito un'enorme botto, era come uno spettacolo pirotecnico con cose che volavano ovunque». Le immagini di sorveglianza immortalano un uomo «tra i 30 e i 35 anni» in bicicletta che intorno alle 17,30 deposita una scatola riempita di «chiodi, viti e bulloni perché l'effetto fosse più devastante», dirà poco dopo il tribunale locale, che apre subito un fascicolo per «tentato omicidio».

Attentato o regolamento di conti? Il premier Edouard Philippe abbandona la campagna elettorale per seguire da vicino l'accaduto. Il ministro dell'Interno Cristophe Castaner invita tutti i prefetti francesi a rafforzare le misure di sicurezza negli edifici sensibili e nelle zone più affollate. Si ricostruisce l'accaduto ma non si trova il responsabile, che ha agito a volto coperto: posa il pacco per strada, ma il viso è mascherato. Durante un'intervista in diretta in tv il presidente Emmanuel Macron dà la notizia alla Francia intera quasi in tempo reale: «C'è stato un attacco a Lione». Poco dopo viene allertata anche la procura antiterrorismo di Parigi, col procuratore Rémy Heitz che raggiunge Lione per seguire la caccia all'uomo.

Ma le parole del capo dello Stato fanno tornare la paura del terrorismo alla vigilia del voto europeo. Macron, alle prese con le ultime ore di campagna elettorale, spezza l'agenda: «Scusate il ritardo ma c'è stato un attacco a Lione». Così si è scusato con uno youtuber 22enne con cui era fissata l'intervista alle 18.15. L'incontro è cominciato un quarto d'ora più tardi proprio a causa delle notizie che arrivavano a Parigi da Lione. «Non faccio bilanci - ha esordito Macron - al momento ci sono soltanto feriti, non vittime e penso a loro e alle loro famiglie». Il resto è affidato agli inquirenti.

I feriti curati alla bene e meglio in un negozio nelle vicinanze della panetteria. Poi in 11 vengono portati in ospedale, ma nessuno è in pericolo di vita. «L'esplosione non è stata molto forte, ho avuto difficoltà a crederci perché non c'erano finestre rotte» racconta un altro testimone. «Abbiamo sentito delle urla e alcune persone che si sono rifugiate nei negozi intorno». Ma chi può aver lasciato un pacco bomba di fronte a una panetteria?

La risposta si fa attendere. Sulle immagini della CCTV si vede chiaramente un uomo che indossa un bermuda beige e una camicia nera a maniche corte, in bicicletta. Si ferma, mette giù il pacchetto e si allontana. Tuttora ricercato. «I chiodi sono stati trovati sul posto dopo l'esplosione» dice la procura. «Dobbiamo essere ancora cauti, per il momento non è preferibile una pista tra un atto terroristico o un regolamento dei conti». Anche perché, a fine '94, Lione fu anche una delle città colpite dalla furia delle banlieue.