L'orso che balla fa scattare la protesta

Il paese: «Rispetto per la tradizione». Gli animalisti: «Pronti a boicottare la fiera»

Un uomo che ammansisce un animale gigante e lo piega al suo volere: ed è subito «Ritorno al Medioevo». Il presupposto degli organizzatori di una fiera di paese fa però infuriare gli animalisti di mezza Francia, pronti al blitz per boicottare «l'esibizione» dell'orso Valentino prevista domani in Alta Saona. È l'attrazione principale del Festival medievale di Leffond, una piccolissima frazione di Champlitte a 60 chilometri da Digione. Ci vivono soltanto 128 abitanti ma con la sua festa punta al pienone, facendo rivivere antichi fasti.

Gli animalisti hanno già raccolto 67 mila firme per chiedere che la festa cancelli l'attrazione principale. Ma l'addestratore dell'orso, che gira a ritmi serratissimi l'intero Esagono con la sua star al seguito, non ci sta, e denuncia a sua volta per diffamazione: «Nessuna violenza, viviamo in simbiosi». Protagonista della contesa è il piccolissimo comune della Borgogna, a cui hanno dichiarato guerra due associazioni per il benessere degli animali, AVES e Paris Animaux Zoopolis. Parlano di sfruttamento dell'orso bruno e denunciano le condizioni di vita del plantigrado. «Perciò vogliamo che lo spettacolo sia bandito».

Il sindaco non ci pensa affatto. «L'ho già visto e posso assicurare che Valentino è felice di essere lì - spiega il primo cittadino di Champlitte, Gilles Teuscher - il problema sono le persone che vogliono vietare tutto, censurare tutto. Se li ascoltiamo, non peschiamo più, non cacciamo più, non usiamo più animali per l'agricoltura, né cavalli per corse di cavalli». Passion d'antan, l'associazione che organizza la fiera, è convinta che non bastino abiti e scenografie per rivivere le atmosfere dei secoli bui. Con 2 euro di biglietto, e i minori fino a 16 anni che entrano gratis, hanno confezionato uno dei tanti episodi estivi acchiappa-famiglie: «Scopri Frédéric e il suo orso che mescolano emozione e umorismo». Come gli spettacoli di animali nei circhi, che stanno via via scomparendo, quelli degli orsi restano controversi. Anche se le apparizioni di Valentino sono decine soprattutto nel sud della Francia. Stavolta si troverà in «un vero accampamento medievale con dimostrazioni e combattimenti, laboratori di tiro con l'arco, lancio di coltelli, asce, tiro con la balestra. Una pagina di storia con la scuola degli scudieri, dimostrazioni di abilità dello scalpellino, del fabbro, il guardiano delle oche e i suoi cani». L'orso è il pezzo forte, con la vecchia stazione pronta a riprendere vita dalle 9 alle 18 tra turisti e curiosi.

Dai metodi di addestramento ai chilometri percorsi, 17 mila nel 2018, su di lui è stato stilato un vero e proprio dossier, consegnato dagli animalisti anche al ministero dell'Ecologia, con l'invito a vietare simili «spettacoli» rivolto al governo. Hanno usato la rete e il portale MesOpinions.com per raccogliere le firme: stop ad apparizioni «né pedagogiche, né artistiche». Dalle condizioni di viaggio del plantigrado, rinchiuso in una gabbia durante le ore di trasporto da una fiera all'altra, i suoi numeri sarebbero da brividi.

Non tutti la pensano così. Il sindaco di Champlitte crede che «l'orso sia stato accolto dal suo proprietario, che vive con lui come un cane che è attaccato al suo padrone», e non vede in alcun modo forme di abusi da parte sua». Dunque «lo spettacolo previsto alla Fiera Medievale avrà luogo», insiste su RTL, invitando i firmatari della petizione «a occuparsi della loro vita personale più che di questo genere di cose».

Caso chiuso? A quanto pare no: se non funzionerà il boicottaggio che i militanti stanno promuovendo anche sui social, c'è da aspettarsi un blitz alla Fiera.