Sul caso Roggero scende in campo la premier. Giorgia Meloni non cita mai direttamente il gioielliere di Grinzane Cavour, ma le sue parole sono inequivocabili. "Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto", scrive Meloni in un post su Instagram. Il riferimento è alla modifica del codice civile introdotta dal ddl Sicurezza, che esclude il diritto al risarcimento per chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato.
Ma lo sguardo va al caso Roggero che tiene banco dalla condanna definitiva del gioielliere, entrato ieri in carcere a Bollate. "Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso", insiste la premier, per poi concludere: "Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali".
Una presa di posizione chiara, proprio mentre il centrodestra chiede compatto che venga concessa la grazia a Roggero, che conferma come la maggioranza abbia scelto di fare della vicenda un simbolo della necessità di ridisegnare i confini della legittima difesa. Ma se Fdi, Forza Italia, Lega e alleati sono uniti nel chiedere clemenza per il commerciante piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi in via definitiva, l'opposizione specula sulla vicenda, talvolta glissando sul merito della questione ma attaccando l'esecutivo e la maggioranza in modo strumentale. Fa così, per esempio, il leader del Cinque Stelle Giuseppe Conte, che in un'intervista al Fatto Quotidiano accusa la maggioranza di essersi "gettata sul caso Roggero per inseguire Vannacci", ironizzando su un centrodestra che, secondo "Giuseppi", avrebbe la "psicosi" della rincorsa al Generale. E attaccando anche il Guardasigilli reo, a suo dire, di aver "invaso un campo che è del presidente della Repubblica" con l'avvio dell'iter di richiesta della grazia. Durissimo anche il dem Matteo Orfini, che attacca l'intero centrodestra per la scelta di difendere Roggero. "La vicenda della condanna del gioielliere per cui stanno insorgendo tutti, da Giorgia Meloni a Tajani, da Salvini a Crosetto fino a Nordio", scrive il parlamentare dem, "è abbastanza rivelatrice del livello di degrado nel quale questi personaggi stanno trascinando le istituzioni". "Se organizzi un rave devi andare in carcere. Se sei condannato per aver ucciso due persone no. Questo è lo Stato di diritto secondo la destra. Ed è orribile e pericoloso", conclude Orfini toccandola piano. Il deputato di Italia Viva Davide Faraone punta il dito contro il leader del Carroccio: per lui Roggero "va in carcere per una legge voluta dalla Lega", accusando Salvini di usare come bandiera politica una vicenda il cui epilogo ha le sue radici in una normativa che porta la sua firma. "Comprendere il dramma umano vissuto dalla famiglia Roggero è doveroso, ammette Faraone, ma la condanna definitiva della Cassazione aggiunge poi il parlamentare renziano - non è il frutto di una legge buonista".
Una chiosa polemica arriva anche dal presidente dell'Anm, Giuseppe Tango. Secondo il numero uno del sindacato delle toghe, "la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata".
Dire il contrario, attacca poi Tango con una frase che sembra una frecciata velenosa alla maggioranza, "significa minare le fondamenta dello Stato di diritto, e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene".
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