«Morti come Romeo e Giulietta» La fine choc dei belli di Instagram

Christian e Michelle, 20 e 23 anni, erano diventati due star della Rete. Trovati senza vita, abbracciati. Sospetta overdose

Belli e dannati, come nel più ovvio dei cliché. Sono morti abbracciati, come Romeo e Giulietta, come nella celebre e tormentata storia d'amore di William Shakespeare. Le cause del decesso sono ancora da accertare ma è possibile che a mettere la parola fine alla vita ma non alla liaison da favola di Michelle Avila e Christian Kent, californiani rispettivamente di 23 e 20 anni, possa essere stata un'overdose di droga. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dal padre della ragazza subito dopo la scoperta della sua morte, di ritorno da una festa, dove però i due pare non avessero nemmeno bevuto.

Giovani, belli da togliere il fiato e innamorati, i due erano diventati star di Instagram, il social network che fa dell'immagine e delle foto personali lo strumento per raccontare vite e storie. E loro erano seguitissimi, vuoi per l'aspetto fisico che inevitabilmente catturava l'attenzione dei fan dell'altro sesso, vuoi per quel romanticismo che emergeva dagli scatti, una moderna fiaba, perfetta per chi ama sognare a occhi aperti. Ad aggiungere interesse alla coppia c'erano poi i loro viaggi in giro per il mondo Ora il finale tragico. Spiegato dal padre di Michelle. «Due ragazzi belli, come Romeo e Giulietta, sono morti entrambi abbracciati l'uno all'altra. I genitori devono sapere che i loro figli non sono al sicuro, questa è la prova che quello che sembra perfetto, non lo è».

La 23enne era stata un'ottima studentessa e aveva addirittura ricevuto una lettera del presidente George W. Bush che si congratulava per i suoi meriti scolastici. Insieme a Christian amava il surf e i viaggi: da Newport, in California, dove i due vivevano, erano partiti tante volte per visitare mete esotiche e lontane. Fino al 14 ottobre quando sono usciti per andare a una festa; sono tornati presto e non avevano bevuto perché erano sotto antibiotici a causa di un'influenza. Michelle ha dato la buonanotte ai genitori e poi è salita in camera con Christian. È stata la madre a insospettirsi la mattina dopo non vedendoli scendere e li ha trovati morti nel letto, ancora abbracciati. Ora si parla di overdose, anche se i risultati dell'esame tossicologico non ci sono ancora.

Dopo la loro morte, il padre di Michelle, Paulo, ha messo a soqquadro la stanza della figlia cercando qualche prova che si drogasse ma non ha trovato nulla. «Avrei preferito avere una tossicodipendente che potessi vedere e provare a risolvere. Ecco perché siamo così devastati, non c'erano segnali, zero».

La tragedia ha riacceso la polemica sul problema della dipendenza da oppioidi che negli ultimi anni è esplosa nell'area benestante della Contea di Orange: «I genitori devono sapere che i loro figli non sono al sicuro», ha dichiarato il padre di Michelle al Coast Report Online. Questa morte è la prova che nessuno è perfetto, anche se lo sembra. Poi ha concluso: «Erano due giovani bellissimi, è stato come Romeo e Giulietta, sono morti insieme, mentre si abbracciavano».

Dagli artisti dannati come Amy Winehouse, uccisa dalla dipendenza dall'alcol, a comuni mortali come Michelle e Christian, diventati famosi grazie alla potenza della Rete, anche le vite apparentemente più invidiabili possono nascondere dipendenze, paure e depressioni. E chissà se la storia di questi ragazzi, semmai il legame con la droga fosse confermato, sarà utile per evitare altre morti inutili.

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