Era accusato di essere stato corrotto per archiviare Andrea Sempio nella prima indagine sul delitto di Garlasco. Ma sulla posizione dell'allora procuratore aggiunto Mario Venditti non sarebbe emerso alcun elemento in grado di avvalorare le contestazioni ipotizzate dalla Procura di Brescia. E ora l'ex pm esce dall'inchiesta.
Al suo posto, al fianco dell'indagato Giuseppe Sempio, entrano carabinieri e avvocati sui quali si sarebbero addensati gravi indizi utili a corroborare l'impianto accusatorio che vede la famiglia Sempio distrarre dai conti bancari un fiume di contanti, almeno 46mila euro, servito per pagare "quei signori lì". Non i legali, secondo gli investigatori, bensì personaggi coinvolti nel Sistema Pavia della corruttela. A ricostruire il quadro che scagiona Venditti, finito sotto la lente per l'appunto in casa Sempio "Venditti/GIP archivia per 20. 30. " una doppia informativa dei carabinieri e della Finanza di Pavia, depositata ieri ai pm bresciani Donato Greco e Alessio Bernardi, che a breve chiederanno l'archiviazione per il magistrato, che resta indagato nel filone sulla presunta gestione opaca dei fondi della Procura pavese, in relazione all'utilizzo delle auto e all'affidamento di servizi di intercettazione. Non appena il gip procederà al proscioglimento dell'ex pm, cadrà la competenza di Brescia e il fascicolo sulle ombre di quell'indagine vuota del 2017 tornerà nelle mani della Procura di Pavia e dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano. I quali, già negli atti sull'omicidio di Chiara Poggi, hanno anticipato gli "anomali rapporti tra Pg e indagato", con un focus sulla figura dell'allora responsabile della polizia giudiziaria Silvio Sapone, che aveva telefonato insistentemente a Sempio il 21 e il 22 gennaio 2017, quando non era neppure indagato. "Qui è quando lui mi ha proposto la roba", dice Andrea al padre intercettato il 3 novembre scorso. Ma "la roba", secondo il pool di magistrati pavesi, "contribuisce a spiegare perché quelle indagini su cui puntava con il proprio esposto la difesa del condannato Stasi, anche per proporre eventualmente istanza di revisione al termine delle stesse, non furono mai fatte nel 2017". Sebbene i Sempio continuino a sostenere di aver dato 60mila euro agli avvocati per "prendere le carte", sono diversi gli indizi che indicano come il denaro non sia servito per il compenso dei legali Massimo Lovati, Simone Grassi e Federico Soldani, che invece avrebbero preso 5mila euro ciascuno. Tra questi alcuni vocali del 28 giugno 2018, recuperati dal cellulare di Andrea, in cui parlando con l'amica-avvocato Angela Taccia su iniziative legali da intraprendere, fa i conti sui compensi degli avvocati nel 2017. Dice Sempio sul dialogo con Soldani: "Voi avete tre avvocati ma ne pagherete uno... Signori, sir, a noi serve un metro di paragone perché dobbiamo capire anche se possiamo permettercela - E ha detto : Beh, nulla di più dell'ultima volta e aveva sparato un 20mila euro, e mio padre gli fa: Guarda che tu l'altra volta mi hai detto 15mila!. Allora lui è rimasto lì un attimo e poi gli fa: Ah già, è vero, è vero.
Io ho messo la mia parola che sarebbero stati 15mila, quindi ok 15mila. E allora mio padre ha detto Lo tengo perché mi fa da tappo sul prezzo. Ok?... Perché, diciamo almeno ho la certezza che più di un tot non mi chiederanno".