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"Ok dell'Iran agli ispettori Aiea". Via libera al petrolio di Teheran

JD Vance parla di "ottime basi", ma Ghalibaf non conferma. Dal Tesoro Usa l'ok alla vendita di greggio degli ayatollah per 2 mesi

"Ok dell'Iran agli ispettori Aiea". Via libera al petrolio di Teheran
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Al termine della maratona di colloqui diretti in Svizzera, il vicepresidente americano JD Vance si dice convinto che siano state gettate "ottime basi" per i negoziati volti a raggiungere un accordo definitivo con Teheran. "Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell'Aiea e questo rappresenta una pietra miliare per raggiungere un'intesa sul nucleare", spiega, parlando di "un passo importante per il popolo americano, e di un primo passo verso la cessazione definitiva del programma atomico". Secondo Vance, l'accordo finale "è la casa... Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo gettato basi solide per arrivare a un buon risultato". E Donald Trump afferma che l'Iran accetterà di sottoporsi a "importanti ispezioni sugli armamenti" per garantire "trasparenza sul nucleare".

Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baqaei, precisa che "si è svolta una discussione molto breve sulla questione nucleare, ma non si è entrati nel merito dei dettagli", e di fatto quindi i colloqui sul tema non sono ancora iniziati. In merito agli asset iraniani congelati, invece, Vance afferma che "Washington voleva istituire un processo in modo da assicurare che i fondi ottenuti dall'Iran andassero a beneficio della popolazione e non finanziassero il terrorismo". Per il vicepresidente, i beni potrebbero essere sbloccati in cambio dell'acquisto di prodotti statunitensi come soia, mais e grano da parte della Repubblica Islamica: "Questo renderà più ricchi gli agricoltori americani e sfamerà il popolo iraniano". E gli Usa hanno pure autorizzato la vendita di una parte di petrolio iraniano: come annuncia il segretario al Tesoro, Scott Bessent, è stata emessa una licenza generale che consente la produzione, la consegna e la vendita di greggio di origine iraniana fino al 21 agosto, "in linea con i colloqui costruttivi" di domenica.

I mediatori, Pakistan e Qatar, in una nota congiunta riferiscono nel frattempo che Teheran e Washington hanno stabilito canali di comunicazione per garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz, evitando incidenti e proteggendo il transito. Inoltre, hanno creato un'unità di coordinamento per la gestione del conflitto in Libano. I mediatori spiegano che i negoziatori hanno raggiunto un'intesa su una "tabella di marcia per arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni", con colloqui tecnici che proseguiranno per il resto della settimana presso la località svizzera: "Sono stati compiuti progressi incoraggianti, inclusa la creazione di un meccanismo per ulteriori discussioni tecniche", aggiungono. Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi sottolinea che "l'instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". "Per l'Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, è stato revocato il blocco, sono stati sbloccati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo", continua.

Intanto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso in Pakistan oggi, e come fa sapere il ministero degli Esteri di Islamabad, "la visita fornirà un'importante opportunità per discutere degli impegni diplomatici in corso dopo la firma del memorandum di intesa" con gli Usa.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, invece, sempre da oggi sarà in missione in tre Paesi del Golfo: Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Rubio, fa sapere Foggy Bottom, discuterà del "memorandum, degli sforzi per garantire un transito sicuro, libero e completo attraverso lo Stretto di Hormuz e dell'importanza della pace e della stabilità nella regione".

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