Pd e 5S: "Ora tocca all'Italia riconoscere la Palestina". Il governo frena sui due Stati

La Palestina entra in campagna elettorale. La sfida di Schlein e Conte. Tajani: "Adesso non aiuta la stabilità"

Pd e 5S: "Ora tocca all'Italia riconoscere la Palestina". Il governo frena sui due Stati
00:00 00:00

Nel giorno in cui Spagna, Irlanda e Norvegia riconoscono lo Stato di Palestina, la politica italiana si divide. Il governo predica prudenza. Pd, M5s e Alleanza Verdi e Sinistra cavalcano la questione e chiedono che l'Italia si accodi ai tre paesi europei. Il tutto mentre continua la guerra tra Israele e Hamas. In mattinata interviene il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che spiega la posizione dell'esecutivo. «Riconoscere già adesso lo Stato di Palestina, come fa la Spagna, non aiuta a garantire la stabilità in quell'area e non può essere strumento di propaganda elettorale», esordisce Tajani a Ping Pong su Rai Radio1. Il titolare della Farnesina, quindi, rifiuta l'azione unilaterale intrapresa da Madrid, Dublino e Oslo. «Lo Stato palestinese deve essere riconosciuto in primis da Israele e deve a sua volta riconoscere Israele», prosegue il ragionamento di Tajani. Che annuncia che l'Italia, «a guerra finita», è pronta «a inviare i nostri militari per una missione Onu volta a favorire lo Stato palestinese».

L'Italia, dunque, non riconoscerà lo Stato di Palestina prima della fine della guerra e senza un riconoscimento reciproco con Israele. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, lunedì ha detto che lo Stato ebraico «semina odio che si ripercuoterà sui suoi figli». Frasi su cui torna Tajani. «Crosetto penso si riferisse al fatto che i continui attacchi provocano una reazione nell'opinione pubblica palestinese ma non solo: vogliamo comunque che la smettano subito con gli attacchi su Rafah», spiega il ministro degli Esteri. Contestualmente Tajani puntualizza: «Paragonare Netanyahu a Hitler come fa Erdogan, significa offendere un intero popolo».

L'attacco israeliano a Rafah di domenica sera, che ha provocato molte vittime civili, è invece il gancio per le opposizioni per alzare il livello della polemica politica. Comincia la segretaria del Pd Elly Schlein. «Abbiamo visto che la Spagna e la Norvegia hanno proceduto al riconoscimento, sarebbe ora che lo facesse anche l'Italia», dice Schlein da Catania, dove si trova per la campagna elettorale delle europee. Secondo la leader del Pd «il problema è che la comunità internazionale non ha mai pienamente riconosciuto» uno Stato palestinese. Perché «anche i palestinesi hanno diritto pieno a vivere in pace e sicurezza in un loro Stato». In Parlamento si uniscono anche il M5s e Avs, in competizione con i dem per conquistare il voto di sinistra alle europee. Giuseppe Conte è più duro di Schlein: «Basta con l'ignavia. Fermiamo la follia di Netanyahu! Due popoli e due stati per Palestina e Israele».

Pd, M5s e Avs, alla Camera, chiedono un'informativa urgente a Tajani e alla premier Giorgia Meloni sulla situazione a Gaza. Il Movimento vuole i titoli di giornata e tenta di superare il Pd a sinistra. Mentre il deputato stellato Riccardo Ricciardi in Aula ricorda che i Cinque Stelle hanno presentato una mozione per il riconoscimento dello Stato palestinese, i suoi colleghi espongono bandiere della Palestina e della Pace. I commessi di Montecitorio sono costretti a intervenire per interrompere la protesta. Dal M5s precisano che la mozione ricalca il principio «due popoli, due Stati». Conte sui social commenta la protesta pentastellata: «Il M5s ha mostrato le bandiere di due popoli che non hanno voce, quelli che gli altri non vogliono ascoltare: i civili palestinesi che muoiono sotto i raid e il popolo della pace che pretende il cessate il fuoco».

Intervengono Angelo Bonelli per Avs e Peppe Provenzano per il Pd. I parlamentari dell'Intergruppo per la Palestina vanno all'attacco: «Netanyahu colpisce i civili deliberatamente, i crimini di guerra non sono incidenti».

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica