La rivoluzione di (fine) ottobre Ora Trump è solo a -1 E avanti nella decisiva Florida

Non solo «mailgate» nel recupero nei confronti della Clinton Anche una strategia di attenzione a latinos e afroamericani

La rivoluzione di (fine) ottobre Ora Trump è solo a -1 E avanti nella decisiva Florida

Queste elezioni americane sono come il poker: nessuno può essere sicuro di avere il punto più alto. Hillary Clinton è stata servita di una scala quasi reale e Donald Trump aveva un full scarso, ma ecco che l'Fbi si mette di traverso e capovolge le aspettative con le famose e-mail di Hillary, un vero romanzo a puntate. Morale: «the Donald» può oggi farcela, ma a condizione che strappi dalle mani dell'avversaria voti che la signora Clinton dava per acquisiti, In particolare quelli dei neri americani e di alcune aree di «latinos». I sondaggi commissionati dal New York Times dicono che in Florida il repubblicano è in vantaggio sulla Clinton con il 46 per cento contro il 42. Nella Florida centrale e settentrionale la stella della Clinton declina, mentre Trump rimonta nettamente. E il sondaggio Abc-Washington Post rileva che Trump, a livello nazionale, sarebbe a un solo punto di distanza dalla Clinton.

Nelle scuole pubbliche dove i miei figli frequentano le medie nella contea di Palm Beach, il ritorno della stella di Trump è percettibile specialmente nei messaggi degli adolescenti via Instagram. Il repubblicano ha nella contea il suo quartier generale e una magione hollywoodiana. È lì che lo sentii un anno fa dichiarare: «Non capisco che gusto ci provino i poveri a esser poveri se ci vuole così poco per essere ricchi sfondati».

Nelle scuole delle contee di Palm Beach la condizione dei giovani neri che non appartengano alle élites borghesi, è più o meno questa: gli adolescenti maschi si dedicano all'eleganza e alla seduzione, dettando legge sulla moda e sul rap. Le femmine (parliamo sempre della fascia sociale più bassa che sembra aver rinunciato ad ogni aspirazione) spesso decidono di restare incinte fra i 14 e i 15 anni per usufruire del sussidio per le ragazze madri. Con questo cliché non nascono famiglie, ma soltanto la perpetuazione di un modello sociale che garantisce la disgregazione. Soltanto una parte di questi neri trova interessante l'istruzione e la prospettiva di una laurea, mentre la maggior parte va ad affollare i ghetti dove la legge la fa il più forte.

Trump ha scatenato i suoi agit-prop proprio in Florida, lo Stato dove quasi certamente si accamperà il quartier generale delle sue truppe nei giorni delle elezioni e i risultati si sono subito visti con una rimonta che ha portato al segno «più», in crescita. Qual è il messaggio? Attenti a Hillary perché la signora Clinton ha firmato patti elettorali con le maggiori comunità nere soltanto per voto di scambio: scambio di favori, ma nessun cambiamento per il futuro delle vite americane di pelle nera. Molti canti e cori nelle chiese metodiste ed episcopali, ma con prospettive limitate alla spartizione di fondi e poteri.

Dall'altra parte Trump lancia un messaggio spudorato ma onesto: io non sono mai stato un vostro protettore e non ho alcuna affinità con la retorica afroamericana. Ma vi pongo una semplice domanda: perché diavolo dovreste votare per la Clinton che non vi offre altro che chiacchiere, quando io mi prendo un impegno più solido? La piaga delle vostre comunità è la violenza interna, scatenata da meccanismi che si riproducono da due secoli. Questa è la partenza. Ma io, introducendo una politica autentica di «legge e ordine» non soltanto vi proteggerò dalle sparatorie che decimano le vostre comunità, ma renderò la scuola attraente oltre che obbligatoria, sottrarrà dalle strade le vostre figlie e offrirò loro qualcosa di ben più dignitoso che gravidanze per accedere all'elemosina sociale. Io non vi amo, ma intendo proteggervi in quanto americani. Potete fidarvi perché io non vi blandisco con la retorica clintoniana, ma intendo pagarvi i dividendi che avete accumulato, danneggiati dalla vostra stessa violenza e la retorica di chi vi sfrutta per fini personali.

È la nuova «legge di Trump». Che ha oggi una prospettiva di vittoria.

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