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Roggero invoca Mattarella. "Pentito, aspetto la grazia"

Il gioielliere condannato per duplice omicidio si consegna a Bollate: "Oggi non lo rifarei, da qui vorrei seguire i nipoti". Le lacrime in cella

Roggero invoca Mattarella. "Pentito, aspetto la grazia"

"Impuniti e risarciti, per i delinquenti è il massimo". Davanti al carcere di Bollate, alle 16.45, rimbombano le ultime parole da uomo libero di Mario Roggero. Polo blu, una fierezza esibita in un mix di sentimenti, appena sceso dalla Bmw grigia guidata da un parente si para davanti alla selva di microfoni, a lanciare un programma politico che parla alla pancia di un Paese spaccato da una giustizia per molti ingiusta con un gioielliere che anziché godersi la pensione dopo una vita di sacrifici a 72 anni va in galera (e in bancarotta) per aver ucciso il 28 aprile 2021 Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli - e averne ferito un terzo - durante una rapina alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese. "Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura", il pentimento per quel gesto è sincero "col senno di poi, però bisogna trovarsi con una pistola puntata in faccia". Imprigionato per 14 anni e nove mesi da una giustizia fin troppo severa nell'attribuirgli una logica omicidiaria più che un istinto di sopravvivenza, Roggero ce l'ha con lo Stato che non l'ha protetto abbastanza. La Lega lo vuole ingaggiare, nel centrodestra lo sostiene ("in tanti hanno fatto quadrato", ammette), ma "candidarmi è l'ultima cosa... Per me questo è un ergastolo! Viva la giustizia italiana".

L'ordine di carcerazione della procura di Asti firmato dal procuratore Biagio Mazzeo era atteso ieri dopo la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione arrivata mercoledì, ieri si è saputo ufficialmente che alle 16:30 Roggero - sistemato in un hotel del Milanese - si sarebbe consegnato. Sull'esecuzione della pena pende un'istanza di differimento presentata dal suo avvocato Sergio Novani, oltre al rituale appello alla Cedu. La moglie invece ha presentato una sua domanda di grazia, motivo di tensioni tra il Guardasigilli Carlo Nordio che ne ha avviato motu proprio l'istruttoria a rigor di dottrina e il fastidio del Quirinale per averlo saputo dalla lettura di agenzie ei giornali.

Per un Roggero stanco e stravolto ("l'ultima ora per me è stata molto difficile", ammette) è chiacchiericcio da lasciare fuori dalle sbarre, non prima di aggrapparsi alla clemenza del Colle con un appello accorato che spacca il cuore: "Il presidente Sergio Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti... la pregherei se io riuscissi anche a entrare in questa possibilità di grazia, anche perché c'è un sacco di lavoro da fare a casa. Devo seguire la famiglia, devo seguire i nipoti, devo seguire il lavoro... Penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza", tuona l'imprenditore che è andato in tilt alla quinta rapina subita, davanti alla moglie Mariangela Sandrone, minacciata di morte". Il negozio di Grinzane Cavour resterà aperto, "per un po' di tempo, poi vedremo", ammette a denti stretti. D'altronde, bisognerà trovare 700mila euro e spicci per risarcire i ladri che gli hanno rubato gli ultimi anni di vita.

L'istituto penitenziario scelto per costituirsi è un'eccellenza, "è un buon carcere. Mi hanno detto che si sta bene e che ci sono molte attività da poter fare". C'è un po' di sarcasmo e di amarezza nel sentirlo dire "devo ancora imparare l'inglese, mi sono sempre ripromesso di farlo", un uomo onesto la galera non la mette in conto: "Fare questa esperienza a 72 anni credo che sia una cosa estremamente difficile. Stasera vedrò come sarà", dice ai cronisti e a qualche curioso che lo incoraggia, "ciao Mario, bravo". Fonti penitenziarie in serata diranno che è recluso in una sezione della struttura che viene definita "a regime ordinario": "È molto provato. Dopo essere entrato, ha pianto".

È lì dentro per la sua famiglia, quella che ha voluto proteggere con quel gesto così disperato, il suo ultimo pensiero. Racchiuso in un "caro saluto" alla moglie e alla figlia Laura davanti a lui. "Vorrei riuscire a seguire le mie figlie e i miei nipoti.

Che crescano bene, con i principi che abbiamo insegnato ai nostri figli", dice malinconicamente poco prima dell'ingresso nel penitenziario, quando ripete ciò che aveva raccontato al Giornale qualche ora prima: "L'altro nipotino mi ha detto: Se non vai in carcere ci porti a Gardaland?. Gli ho risposto: Promesso. Invece non potrò". La giostra della giustizia all'italiana per ora ha deciso diversamente.

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